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ULTIMO NUMERO
Una disarmante coerenza
Cecilia Francese da una settimana non è più la sindaca di Battipaglia. Un esito prevedibile, ma non scontato. C’erano i margini di manovra per salvare la sua maggioranza? Si poteva tentare una mediazione nelle quattro settimane precedenti il voto sulla mozione di sfiducia? La sindaca avrebbe fatto meglio a dimettersi (dimissioni tattiche, ovviamente), avendo così venti giorni per tentare di “persuadere” una parte dell’opposizione? Non so se l’ex sindaca se lo stia chiedendo, ma è certo che – come ho scritto nel precedente editoriale – aveva il destino nelle sue mani e forse ha fatto le scelte sbagliate. Comunque sia andata, va riconosciuto a Cecilia Francese di aver mostrato una coerenza granitica, finanche nell’epilogo del suo mandato, confermando un modus operandi dai tratti caratteristici e immutabili. Elenco i primi tre che mi vengono in mente. Il primo: la scarsa attitudine ad ascoltare gli altri. Cecilia è così: volitiva, appassionata, caparbia, ma ascoltare chi ha un pensiero diverso dal suo non è proprio il suo punto di forza. Lo ha dimostrato nel primo e confermato nel secondo mandato, fino agli ultimi giorni. È stata coerente! Il secondo? Sottovalutare i problemi e gli...
LeggiDetailsCalcolisti anonimi
L’ordinanza contro la vendita da asporto di alcolici dopo le sette di sera. Confesso che stavolta m’era sfuggita, più che altro perché mai avrei pensato che dopo un anno e mezzo si replicasse un provvedimento evidentemente, all’epoca, preso di pancia e sull’onda lunga dell’esasperazione. Per dare una parvenza di risposta, una qualsiasi, alle pressioni di zi’ Nanninella del primo piano che si lamentava degli schiamazzi notturni il sabato notte, ché la mattina dopo doveva alzarsi presto per la messa delle sei. Non solo lo si è reintrodotto, peraltro: lo si è inasprito. Là valeva solo per i weekend, qua tutti i giorni. E fino a Capodanno, eh. Me ne sono accorto qualche giorno fa, per via di questo vizio d’avere un datore di lavoro che mi paga per rispettare un orario di ufficio: come ogni giorno feriale, mi sono ritrovato a Battipaglia dopo le diciannove. Mia moglie m’ha telefonato al volo mentre ero per strada: piglia il vino, ha detto, è finito e abbiamo ospiti a cena. Per cui parcheggio, supermercato, scaffali, scelta, carrello. Cassa. E là, la sorpresa: eh no, se comprate solo da bere non ve lo posso far...
LeggiDetailsL’ultimo Consiglio comunale: i retroscena
Sono le 19 di giovedì primo ottobre. Tra mezz’ora inizierà il Consiglio comunale che dovrà decidere se “staccare la spina” o meno all’Amministrazione Francese. Dinanzi al portone del Palazzo di città c’è già un capannello. Dalla finestra della sala Giunta arrivano le voci concitate della riunione dell’opposizione. La seconda dopo quella di mezzogiorno. I dodici si erano riuniti per tentare una mediazione presentando un documento che stabiliva pochi punti da perseguire insieme. Nel primo pomeriggio di martedì, circa 48 ore prima del Consiglio chiesto proprio dall’opposizione il 4 settembre, la sindaca aveva deciso prima di revocare le deleghe agli assessori e poi, vistasi alle strette, in serata aveva azzerato la Giunta. Dalla presentazione della mozione al Consiglio del 1° ottobre ci sono state altre due riunioni del parlamento cittadino: quella sull’ospedale che si è svolta grazie al numero legale garantito dall’opposizione, e quella sulle variazioni di bilancio in cui l’Amministrazione è “andata sotto” non riuscendo ad approvare l’ordine del giorno. Da circa un anno il civico consesso non riesce a riunirsi in prima convocazione mancando i numeri alla maggioranza. Intanto nella mattinata è giunto un comunicato stampa della segreteria provinciale del...
LeggiDetailsFrancese non si arrende: «Saremo il terzo polo»
«L’ordine è arrivato da Salerno». Cecilia Francese lo dice senza abbassare la voce. Sul tavolino di un bar, in pieno centro, ha davanti a sé il decreto che poche ore prima il prefetto Francesco Esposito ha firmato per sciogliere il Consiglio comunale di Battipaglia e affidare la fascia tricolore al commissario Castrese De Rosa. Dieci anni e tre mesi di governo sono finiti dentro poche pagine. Lei le tiene lì, accanto al caffè, mentre ripercorre la caduta e indica anche il luogo dal quale, secondo la sua lettura politica, sarebbe partita la spinta decisiva: la segreteria regionale del Pd e Piero De Luca. Al suo fianco siede Maria Gabriella Catarozzo, la vice che ha attraversato per intero l’era Francese. Assessore al Bilancio dal giugno del 2016, quando Battipaglia affidò per la prima volta le redini dell’amministrazione all’endocrinologa, è rimasta accanto alla prima cittadina fino al primo ottobre 2026, il giorno in cui le mani alzate hanno anticipato di sette mesi la conclusione naturale del secondo mandato. In mezzo, due elezioni vinte, crisi politiche, bilanci da rimettere in ordine, opere rimaste a metà e una maggioranza che, negli ultimi mesi, si era...
LeggiDetailsPrefetto De Rosa, 40 anni al servizio dello Stato
È il prefetto Castrese De Rosa il commissario prefettizio che guiderà il Comune di Battipaglia fino all’elezioni amministrative previste nella primavera del 2027. Così ha voluto il prefetto di Salerno che lo ha nominato lo scorso 5 ottobre. De Rosa vanta una lunghissima carriera nel ministero dell’Interno, con una solida esperienza maturata ricoprendo incarichi prestigiosi. Conosciamo meglio il curriculum professionale del prefetto che sostituirà nelle loro funzioni il sindaco e gli altri organi politici comunali. Prefetto in quiescenza, ha ricoperto ruoli istituzionali di primo piano in diverse sedi, confrontandosi con questioni di sicurezza pubblica, amministrazione degli enti locali e protezione civile. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, Castrese De Rosa è entrato nell’amministrazione civile del ministero dell’Interno nel 1987. I primi anni della sua carriera li ha trascorsi presso la Prefettura di Terni. Proprio nel capoluogo umbro ha avuto modo di misurarsi anche con la gestione diretta delle amministrazioni comunali, assumendo le funzioni di commissario straordinario nei Comuni di Narni, Avigliano Umbro e Attigliano. Successivamente, ha diretto una sezione della Direzione generale per l’Amministrazione generale e per gli Affari del personale, e ha ricoperto incarichi di rilievo presso il Dipartimento...
LeggiDetailsFondazione Cassa Rurale: ascolto, ricerca, solidarietà
Una monetina può sembrare poca cosa. Un centesimo, due centesimi: valori ormai quasi dimenticati, spesso lasciati in fondo a una tasca o in un cassetto. Ma tante monetine insieme possono diventare qualcosa di utile e importante per la comunità. È questo il senso di Monetine in… utilissime, il progetto della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia presentato nella sede di Banca Campania Centro lo scorso 30 settembre. L’iniziativa prevede la raccolta delle monete da 1 e 2 centesimi di euro da conferire in appositi contenitori collocati anche nelle filiali di Banca Campania Centro. La raccolta durerà sei mesi e il ricavato contribuirà all’acquisto di strumentazione medica destinata all’UOC di Pediatria dell’Ospedale di Battipaglia, diretto dalla dottoressa Eleonora Ardia. Un progetto che porta con sé un messaggio più ampio: recuperare ciò che sembra non avere più valore e trasformarlo, attraverso la partecipazione di tante persone, in un gesto di solidarietà. Alla presentazione alla stampa hanno preso parte il presidente della Fondazione Franco Poeta e il presidente di Banca Campania Centro, Camillo Catarozzo, a testimonianza del rapporto tra la Fondazione e l’istituto di credito che l’ha costituita e continua ad accompagnarne l’azione sul territorio. La...
LeggiDetailsI problemi del rione Sant’Anna
La zona Sant’Anna è un quartiere dalle enormi potenzialità che, però, sta rischiando di spegnersi totalmente nell’isolamento, come l’appendice dimenticata di un libro che la città ha smesso di leggere. I commercianti locali si sentono messi da parte dalle istituzioni e lanciano un forte grido di aiuto. Abbiamo intervistato alcuni esercenti della zona, che ci hanno segnalato le stesse criticità che penalizzano il commercio locale. Il signor Arturo ha un servizio di spedizioni e sottolinea l’importanza d’incrementare gli acquisti nei negozi battipagliesi, per evitare la chiusura di tante saracinesche. «Ci siamo abituati al brutto e al deve andare così», commenta, facendo anche riferimento alla mancanza di rispetto delle regole correlate al conferimento della spazzatura, considerando che spesso si verificano violazioni del calendario della raccolta differenziata. Ha anche aggiunto che se sul marciapiede di fronte all’entrata del suo locale è pulito, è solo merito del suo impegno quotidiano nel rimuovere le deiezioni canine non raccolte da alcuni “padroni” maleducati. Quest’ultimo è un problema riscontrato pure da altri commercianti, come quelli di una cartolibreria locale, che puntualmente si ritrovano al mattino a tirare su la serranda tra la puzza di urina sulla soglia...
LeggiDetailsPicentia Festival, non solo cinema
La decima edizione del Picentia Short Film Festival si è svolta tra Battipaglia e Vietri sul Mare dal 21 al 27 settembre. «Questa è stata la migliore edizione di sempre – ha dichiarato il direttore artistico Luca Capacchione – celebrare dieci anni con oltre centomila persone collegate ogni sera e una piazza traboccante di passione è il coronamento di un cammino straordinario». A decretare il successo unanime della kermesse è stata anche la partecipazione al Picentia Books, la rassegna letteraria collaterale diretta con passione e visione da Donato D’Aiuto e Vincenzo Cennamo. Giunta alla sua ottava edizione, la sezione letteraria si è confermata un pilastro fondamentale e imprescindibile del festival, capace di creare un fecondo dialogo tra la parola scritta, la valorizzazione del territorio e l’audiovisivo. Attraverso la selezione di sei opere di grande spessore, lo spazio culturale ha dato voce alle più variegate esperienze editoriali locali: dalla musica con Per Sempre Squallor! di Alfonso Amendola e Carlo Pecoraro; alla narrativa con Congiuntivi Sbagliati di Chiara De Silva; alla memoria storica col volume Aeroporto di Salerno-Pontecagnano 100 anni curato da Generoso Conforti e Alfonso Mignone. Particolarmente toccante e partecipato è stato...
LeggiDetailsIl giuggiolo e le giuggiole
Il giuggiolo, Ziziphus jujuba Mill.(sinonimo Ziziphus sativa Gaertn.), anche noto come zizzolo, è un piccolo albero deciduo, talvolta più simile a un grande arbusto, appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae, che può raggiungere alcuni metri di altezza. Ha una crescita piuttosto lenta, ma può essere molto longevo. Una delle sue caratteristiche più riconoscibili sono i rami contorti e irregolari, quasi a zig-zag, dalla corteccia rossastra e lucente, spesso muniti di spine. Le foglie sono piccole, alterne, di forma ovata o ellittica, con tre nervature principali molto evidenti che partono dalla base della lamina. La fioritura è discreta: i piccoli fiori, di colore giallo-verde, compaiono tra la primavera e l’inizio dell’estate e sono riuniti in gruppi all’ascella delle foglie. Il frutto è una drupa caratteristica, inizialmente verde, che con la maturazione diventa giallo-brunastra fino ad assumere una colorazione bruno-rossastra. La polpa è dolce e consistente. Quando il frutto è maturo può ricordare un piccolo dattero, tanto che in diversi paesi è conosciuto proprio come “dattero cinese”. La storia del giuggiolo è antichissima. La specie è originaria delle regioni settentrionali e orientali della Cina e della penisola coreana, dove la sua coltivazione ha una...
LeggiDetailsLa vita psicologizzata
Negli ultimi anni la psicoterapia e alcune parole del suo linguaggio, come relazioni tossiche, confini, trauma, narcisista, sono diventate di uso comune. Sembra una conquista, in quanto per molto tempo la sofferenza psichica e il ricorso allo specialista sono stati stigmatizzati e spesso nascosti. Questa diffusione può rappresentare anche un rischio? Questa tematica viene approfondita da Giulia Bergamaschi, filosofa della psichiatria, nel saggio La terapia non ci salverà. Nuove pratiche di vicinanza oltre la vita psicologizzata. L’autrice indaga cosa succede quando il linguaggio psicologico diventa un modo attraverso cui interpretiamo il dolore, le relazioni e noi stessi. Definisce questo processo psicologizzazione. Le categorie cliniche entrano nel linguaggio comune, ampliando il campo di applicazione di concetti clinici e morali. Così una relazione difficile diventa tossica, un tratto di carattere problematico diventa un segnale d’allarme e i confini, posti per tutelarsi, rischiano di diventare dei limiti alla possibilità di confronto. Secondo Bergamaschi, attualmente il ricorso al linguaggio psicologico serve spesso per ottenere legittimazione. Il dolore viene riconosciuto solo se ha un nome clinico e un bisogno viene ascoltato solo se passa attraverso una diagnosi. Quando il benessere viene presentato come il risultato di...
LeggiDetailsIl giorno del comizio (ovvero di uova e di galline)
Si avvicinava il giorno del comizio cittadino di Roberto Parrinacci, nuovo capo popolo che parlava alla pancia del Paese e guadagnava punti nei sondaggi, scavalcando a destra lo stesso partito di governo. Ex sergente della Folgore, approdato al 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” con ostinazione e, nell’ordine, dopo essere stato scartato per un insulto a un sottufficiale durante la visita di leva, per esubero di organico, per essere stato trattenuto dalla polizia per schiamazzi in compagnia di alcuni travestiti ubriachi. Ma alla fine ci era riuscito da convinto sostenitore dell’importanza delle armi per la risoluzione di qualsivoglia umana questione. Aveva lasciato l’esercito dopo una denuncia alle gerarchie militari di presunti fatti illeciti di caserma ma forse fu più per la perdita di una mano saltata in aria mentre in un acquitrino in Maremma era intento a pescare di frodo con l’ausilio di bombe a mano. Il suo programma politico era ciclostilato sullo stampo di tanti altri che circolano oggigiorno per l’Europa: le donne a casa a cucinare e ad allevare i bambini, fuori gli stranieri, nessuna deviazione rispetto ai generi maschile e femminile, trent’anni di trafila per diventare cittadino italiano e balle...
LeggiDetailsBattipagliese, meglio del previsto
C’è un periodo preciso durante la stagione calcistica che risuona nelle orecchie di molti un solito, vecchio ritornello: “Ci vogliono tre, quattro persone per completare la rosa”. Bene, quel periodo preciso giunge solitamente a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre. Lo ricordava bene il maestro Renato Di Lascio, giornalista di vecchio corso, in un suo vecchio editoriale di circa trent’anni fa. Ringrazio pubblicamente l’amico che me ne ha fatto memoria. Passano gli anni, i decenni; cambiano le presidenze, i calciatori, gli allenatori ma quel ritornello risuona prepotentemente sempre, ogni anno, ogni maledettissimo anno. E quest’anno, ovviamente, non fa eccezione. Umanamente, però, mi viene di andare controcorrente stavolta per due semplici motivi. Il primo: quest’anno la Battipagliese, per bocca del suo presidente Massimiliano Corrado, ha messo come obiettivo stagionale un centro classifica tranquillo o, al massimo, un piazzamento playoff. Il secondo: la Battipagliese in questo primo scorcio di stagione ha dimostrato di essere fortemente camaleontica sia nella disposizione tattica (4-2-3-1, 4-4-2, 3-5-2) che negli uomini. È mancato Olmos? Ha giocato, e bene, Lanzillotti. È mancato Vitale? Ha giocato, e bene, Capone. È mancato Suozzo? Ha giocato, e bene, Boffa. È mancato...
LeggiDetailsNUMERI PRECEDENTI
La funambule française
È difficile seguire l’imprevedibile evoluzione della crisi politica battipagliese. Soprattutto quando devi raccontarla sulla “carta stampata”, sapendo che passeranno circa...
LeggiDetailsTuppe tuppe, commissa’
E così, all’improvviso, ci s’è stravolta la scala delle priorità. Di botto l’incubo principe che scompiglia il sonno del battipagliese...
LeggiDetailsCecilia Francese conta fino a undici
La notte delle dimissioni è finita prima ancora di cominciare. Cecilia Francese resta a Palazzo di Città e consegna il...
LeggiDetailsUna litoranea da sogno
Per anni la costa battipagliese è rimasta un margine, più che un fronte. Una strada tirata lungo il mare, servizi...
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