Gentile direttore,
ho appreso da altro organo di stampa alcune affermazioni relative alla situazione finanziaria del Comune di Battipaglia. Anche se dette affermazioni non sono state scritte sul suo giornale, le chiedo di pubblicare, se può, sintetiche ma doverose osservazioni che credo possano essere interessanti per i cittadini che leggono Nero su Bianco. Nell’articolo in questione si legge che “i numeri parlano chiaro” ma, aggiungo, bisogna comprenderne il significato. La situazione finanziaria ereditata dall’Amministrazione Francese nel 2016, in particolare i debiti derivanti da mutui ed anticipazioni di liquidità (neutri ai fini del ripiano del disavanzo), ammontavano a euro 54.414.848,95. Al 31.12.2025 i debiti ammontano a euro 14.387.660,39. I conti sono presto fatti: l’Amministrazione Francese ha estinto debiti per oltre 40 milioni di euro.
In merito al disavanzo, lo stesso nel 2016 era di euro 22.069.919,75 e nel 2019 l’Amministrazione Francese aveva già ripianato ben euro 15.772.295,90 cioè oltre il 70% del disavanzo. Con il Fondo di Sostegno (L. 126/2020) di euro 31.627.256,90 ricevuto, ha:
coperto il disavanzo residuo di euro 6.297.623,25;
riconosciuto ulteriori debiti fuori bilancio per euro 13.160.894,20;
realizzato opere e servizi, con l’applicazione dell’avanzo generato,
per euro 17.841.540,75;
incrementato l’avanzo di ulteriori di euro 5.672.801,30.
I numeri parlano chiaro: l’Amministrazione Francese negli ultimi anni ha generato costantemente avanzo e, a partire dal 2016, ha coperto disavanzo, debiti non censiti nel piano di riequilibrio e passività potenziali accertate per oltre 31 milioni di euro. A voler utilizzare un eufemismo, può definirsi “improprio” il riferimento al trasferimento di euro 3.099.102,55 relativo alle risorse finalizzate al finanziamento delle minori entrate e delle maggiori spese sostenute in conseguenza dell’emergenza da Covid 19. Tali risorse non potevano normativamente contribuire al ripiano del disavanzo e, per la parte non utilizzata in modo specifico, dovevano e sono state restituite allo Stato.
Giorgio La Pira, padre costituente, così si rivolge al più grande statista italiano nel 1948: “Caro De Gasperi l’attesa è vivissima nel Paese: bisogna compiere un altro miracolo! Perché anche il miracolo è strumento essenziale della vita politica”. Lungi da qualsiasi paragone con due grandi politici, resta il fatto che chi amministra plasma la realtà, non fa miracoli, ma interviene nella gestione finanziaria della cosa pubblica. Se così non fosse, basterebbe semplicemente ricevere i soldi dallo Stato e farli gestire da un mero burocrate.
Non è dato sapere, pur nella dialettica politica, la ragione per la quale, ancora oggi, falsando la realtà, si sia così ostinati a disconoscere il lavoro buono fatto in questi anni (senza nascondere le cose non fatte o fatte male). Il problema è che si torna nuovamente oggi su questioni del (lontano) 2021, con l’unico obiettivo (a mio parere vano) di fare passare il messaggio che questa Amministrazione è stata “inutile”.
A chi giova tutto questo? Un giudizio giornalistico è tale se ha uno spessore critico e sistematico sulla totalità dei fatti. Non si aiuta certamente la democrazia e la partecipazione dei cittadini dare notizie parziali e fuorvianti.
Maria Catarozzo
Assessore al Bilancio
26 settembre 2026 – © riproduzione riservata



