Tozzi: «Battipaglia è una città nel caos»

A dirlo è Ugo Tozzi, già candidato sindaco, ex vicesindaco ed ex alleato di Cecilia Francese. Portatore, quindi, di una sorta di “peccato originale” che spiega così: «È stato un errore mio, ma insieme a tutta la città. Vedemmo in Cecilia Francese la figura nuova, la donna. Pensavamo che potesse dare una vera svolta alla politica in città, che avremmo potuto portare avanti un programma affiancati da persone di esperienza e competenti. Eravamo consapevoli che le cose peggiori a Battipaglia erano accadute durante i periodi di commissariamento».

Poi cosa è accaduto?
«È accaduto che ogni progetto che era stato inserito nel programma veniva lasciato cadere. Per fare solo un esempio: avevo cominciato a programmare l’illuminazione a led, cominciando in tratti brevi. Con un investimento minimo di 20mila euro alla volta. La messa in opera l’avrebbe fatta Alba. Si iniziava da via Stella che, come i cittadini hanno potuto vedere, ha dovuto attendere più di due anni per vedere la nuova illuminazione e solo perché, nonostante mi fossi dimesso, ho continuato a pressare per l’attuazione del progetto. Avevamo progettato la riqualificazione della zona a sud verso Taverna; volevamo eliminare il sottopasso. Insomma le idee c’erano ma sono state tutte bloccate e allora ho deciso che non era possibile continuare a sostenere la Francese. Resto convinto della sua onestà, ma non è il sindaco di cui ha bisogno la città».

Un commento sulla vicenda Alba?
«È la dimostrazione che non c’è un progetto politico per la città. Ora pare abbiano cambiato idea per l’ennesima volta. Mi fa piacere per i lavoratori, ma l’amministrazione Francese ha dimostrato che non è in grado di portare avanti una linea univoca. La sindaca aveva usato il pugno duro, ma la sua maggioranza non l’ha seguita. Quindi ha dovuto fare marcia indietro. Così non si va da nessuna parte».

Cosa dovrebbe fare una buona amministrazione?
«Porsi pochi obiettivi chiari e precisi e, soprattutto, portarli a termine. Dialogare con i cittadini, non chiudersi nel Palazzo lontano dai bisogni della gente. È accaduto esattamente il contrario. Battipaglia si è chiusa, assente dai tavoli che contano, barricata e sorda alle richieste dei suoi cittadini».

Ma un sindaco che voglia cambiare le cose che dovrebbe fare?
«Qui c’è la paura di compiere atti forti. Di assumersi le responsabilità. Bloccare gli imprenditori è il modo sbagliato di fare politica. Guardiamo ad altri territori, a Salerno e alla vicenda del Crescent: è vero che il sindaco ha dovuto affrontare polemiche e processi, ma alla fine ha avuto ragione lui. Occorre il coraggio di portarli avanti i progetti, di assumersi le responsabilità per amministrare una città che ha bisogno di crescere. Siamo indietro di anni e abbiamo lasciato spazio agli altri. Guardi l’alta velocità. Da vicesindaco mi confrontai con i vertici di Rfi e Italo e portammo un progetto che interessava il rilancio di tutta la zona antistante la ferrovia. Erano interessati perché in questo modo si sarebbe fornito il giusto input anche alla nostra stazione. Ma, come al solito, è rimasto tutto sulla carta». 

Stefania Battista

Nella foto: Ugo Tozzi

7 marzo 2020 – © Riproduzione riservata

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