[di Simona Otranto]
Siamo nel quartiere Taverna, all’interno del cortile dell’istituto superiore Enzo Ferrari. Entrando dal cancello principale, sulla destra, si incontra un vecchio albero di pero. Devo essere sincera, non avevo prestato attenzione a questo monumento di legno vivo, mai prima d’oggi. Quando il dottore Luigi Vicinanza me ne ha parlato sono letteralmente caduta dal pero. Al suo cospetto, ai piedi della sua chioma ampia, mentre il vento muoveva dolcemente i suoi abbondanti e delicati fiori bianchi, sono rimasta incantata. Come è possibile che non mi sia mai accorta di questa presenza, silenziosa vero, ma così incredibilmente potente?
Si tratta di un esemplare di circa 60 o 70 anni, probabilmente ciò che resta di un frutteto che precedeva la costruzione dell’edificio scolastico, quando il territorio di Battipaglia era un mosaico fertile e variegato di coltivazioni: pesche, albicocche, susine, pere, mele e agrumi convivevano in una frutticoltura ricca e vitale.
Da decenni l’albero cresce in totale libertà, senza più essere sottoposto alle potature regolari che un tempo ne guidavano la produzione. La sua parte selvatica ha preso il sopravvento. Questa autonomia gli ha permesso di sviluppare una forma spontanea, quasi scultorea, con rami che si espandono seguendo un disegno naturale e armonioso. Proprio questa sua architettura libera rende la fioritura primaverile ancora più suggestiva: una nuvola di fiori chiari offre uno spettacolo di grande bellezza. Il tronco rugoso, contorto e in parte cavo, gli conferisce il fascino dell’antico.
Ma il valore di questo pero non è soltanto botanico. È soprattutto storico e simbolico: rappresenta una testimonianza ancora viva di un paesaggio rurale scomparso, un frammento di memoria che continua a raccontare, stagione dopo stagione, la storia agricola del territorio. Il pero dell’istituto Ferrari conserva un sapore autentico e può essere considerato, a tutti gli effetti, un albero storico della città di Battipaglia. Ragion per cui va conosciuto, valorizzato e preservato come si fa con un monumento.
Il Pyrus pyraster (pero selvatico) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rosaceae, diffusa in gran parte dell’Europa e dell’Asia occidentale. Si presenta come un albero di medie dimensioni, che può raggiungere altezze considerevoli, con chioma irregolare. Il tronco è rivestito da una corteccia grigio-brunastra, che tende a fessurarsi con l’età. Le foglie sono semplici, alterne, di forma ovata o ellittica, con margine finemente seghettato. La fioritura avviene in primavera, con fiori bianchi riuniti in corimbi, molto simili a quelli del pero coltivato. I frutti sono piccoli pomi globosi o piriformi, duri e astringenti, di colore variabile dal verde al brunastro, che maturano in autunno e rappresentano una importante risorsa alimentare per la fauna selvatica.
18 aprile 2026 – © riproduzione riservata






