Pino Bovi “torna” e sceglie Battipaglia Radici e Valori
[di Francesco Bonito]
Durante la conferenza stampa convocata il 24 gennaio, l’associazione Battipaglia Radici e Valori (BReV) ha presentato il nuovo Direttivo. Ne fanno parte: Massimiliano Terminelli (presidente), Annalisa Spera (segretario politico), Valter Granese, Mariella Liguori, Paola Contursi, Gianluca Mancaniello, Antonio Voria, Loredana Trotta, Valerio Longo, Cosimo Iannone, Carmelo Torsello e Pino Bovi. La presenza di quest’ultimo ha suscitato particolare interesse, segnando di fatto il ritorno alla politica militante dell’ex consigliere comunale, dopo il periodo di disimpegno seguito alla rottura con Cecilia Francese. Circolavano da settimane indiscrezioni, ma la conferma del “ritorno” del noto medico battipagliese si è avuta solo durante l’incontro con la stampa nella sede di BReV in via Trieste. Per saperne di più abbiamo deciso di fargli quattro domande.
Dottor Bovi, torna alla politica attiva. Con quali motivazioni?
«Credo che ognuno di noi abbia la responsabilità di contribuire al presente e al futuro della propria comunità. Tutti dobbiamo essere parte attiva e dare un contributo, che non per forza deve essere attività politica diretta, ma deve sempre essere una forma di partecipazione. C’è nuova voglia di fare e le sollecitazioni sono diverse».
Ma qual è il progetto?
«È importante l’idea su cui vogliamo lavorare. Ho sempre creduto nella civicità e continuo con questo indirizzo. Non in contrapposizione ai partiti, naturalmente. Non credo si possa fare politica senza partiti. Credo però che sia difficile riuscire a incasellare tutte le sfaccettature di una società solo nei partiti. E qui entrano in gioco associazioni e gruppi civici. L’idea di fondo è che bisogna cambiare l’approccio alla politica, esaltarne la vocazione al servizio. La sfida è quella di coinvolgere persone nuove e renderle partecipi dei destini della comunità. Persone capaci di dare un contributo alla crescita collettiva».
Battipaglia Radici e Valori secondo lei può riuscirci?
«La parola chiave è aggregazione. Il progetto non è BReV e basta, ma un insieme di soggetti politici capaci di dialogare, coinvolgere persone e suscitare entusiasmo. Ogni battipagliese è pronto a individuare cose che non vanno, e a contestare qualcosa o qualcuno. Noi chiediamo a chi davvero vuole cambiare la città e il modo di governarla di mettersi in gioco, di prendersi la responsabilità di partecipare alle scelte».
Questo significa che BReV potrebbe entrare in una coalizione con dei partiti?
«Le persone si mettono insieme intorno alle idee. Noi chiameremo una ad una le persone che vorranno mettere a disposizione le loro, approfondiremo quelle comuni e alla fine tireremo le somme. Sperando di portare nuove risorse nel panorama politico. Tempo fa un politico “rimproverato” di non riuscire a fare di meglio come amministratore, diede una risposta che deve far riflettere; in sintesi disse: “I mattoncini che ho a disposizione questi sono: posso smontare e rimontare quanto voglio ma più di tanto non si può ottenere”. Ecco, coinvolgendo più persone, contiamo di mettere a disposizione di chi governerà nuovi e più adatti mattoncini, e nuove progettualità».
31 gennaio 2026 © riproduzione riservata






