
Siamo in pieno centro, in piazza Madonnina. Ci passiamo accanto chissà quante volte o ci abbiamo “girato intorno” almeno una volta nella vita, quando non avevamo grandi pretese e per essere felici bastava il rito del sabato sera intorno alla mitica fontana. L’unico diversivo era invertire ogni tanto il senso di marcia, allargando o restringendo il raggio della passeggiata: era solo questione di minuti e prima o poi avresti incontrato, con una certezza quasi matematica, la persona che speravi di vedere. Il sabato sera uscivano tutti. Premesso questo, scommetto che la maggior parte dei passanti non ha mai fatto caso all’albero in foto o quantomeno non saprebbe dargli un nome. Del resto la conoscenza media in fatto di alberi si ferma spesso al platano, al pino (qualsiasi conifera con le foglie aghiformi viene chiamata pino), al leccio, e naturalmente all’ulivo.
Stiamo parlando di un esemplare messo a dimora probabilmente tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Non è un albero monumentale né particolarmente antico, ma è uno degli alberi più eleganti del centro cittadino. Ogni estate ci regala una delicata fioritura color giallo-crema, leggermente profumata, che ricopre il suolo come un tappeto. I piccoli fiori, cadendo, colorano tutta la pavimentazione sottostante perché, purtroppo, anche questo albero è pavimentato fino a quasi il colletto.
Si tratta della Sophora japonica, Sofora del Giappone, un albero deciduo della famiglia delle Fabaceae, originario della Cina (nonostante il nome). Introdotta in Europa nel XVIII secolo e in Italia nella seconda metà del Settecento come specie ornamentale, la Sofora si è rapidamente diffusa nei giardini, nei parchi e nei viali cittadini, fino ad arrivare anche a Battipaglia.

Questo albero lo osservo da sempre e non riesco ancora a spiegarmi perché, lo scorso anno, siano stati eliminati i suoi rami più bassi. Al centro della piazza non deve certo transitare un pullman e lo spazio non manca. Forse qualcuno avrebbe potuto urtare distrattamente la testa? Sono questioni di scelte: si può decidere di tagliare un albero oppure di restituirgli lo spazio di cui ha bisogno, depavimentando l’area intorno al tronco, consentendo alla chioma di espandersi e, se necessario, delimitandone il perimetro. Le potature sono uno strumento importante quando servono a garantire la sicurezza o la salute della pianta. Ma non ogni taglio è indispensabile. A volte, la forma più autentica di cura consiste semplicemente nel lasciare che un albero continui a crescere secondo la propria natura.
25 luglio 2026 – © riproduzione riservata




