
Siamo in località Santa Lucia, lungo la provinciale che collega la città al mare. Avete mai avuto la sensazione di attraversare una porta spazio temporale che teletrasporta in un’altra dimensione? Questo è quello che si prova oltrepassando il cancello d’ingresso della tenuta Porta di Ferro: è Battipaglia, eppure la sensazione è quella di trovarsi altrove e la percezione del tempo è diversa, lenta, ferma e indefinita in un passato presente.
La Tenuta Porta di Ferro rappresenta una delle testimonianze più significative della storia rurale della Piana del Sele. Sorta attorno all’antico torrino di caccia dei Doria D’Angri, la proprietà, oggi della famiglia Solimene, è stata per secoli un importante centro agricolo legato alle grandi trasformazioni del territorio battipagliese. Nel tempo si è sviluppato un vasto giardino che oggi costituisce uno dei più interessanti esempi di paesaggio storico e botanico della zona. Sconosciuto ai più. Tra antichi platani, vigne e rose, specchi d’acqua, collezioni di alberi provenienti da ognidove, la punta di diamante, la meraviglia del giardino è una maestosa magnolia grandiflora da poco riconosciuta e inserita, a seguito dello specifico censimento, nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia per dimensione, forma particolare e valore paesaggistico.
Ha un’età stimata di circa cento anni, una circonferenza di ben 440 cm e un’altezza di 18 metri. Custodita all’interno di un cortile riservato della tenuta, lontano dai percorsi principali, in un’atmosfera di quiete, si rivela al visitatore quasi come un tesoro nascosto. Ciò che la rende particolarmente affascinante è la sua forma inconsueta. A differenza degli esemplari che siamo abituati a osservare nei giardini e lungo i viali, con un unico tronco libero e la chioma che si sviluppa solo nella parte superiore, questa magnolia conserva tre tronchi principali e rami secondari fin dalla base.
Di fronte a questo albero mi è stato inevitabile pensare a chi l’ha messo a dimora cento anni fa, all’eredità che ha lasciato al mondo, nella consapevolezza che non avrebbe mai potuto vederlo come lo ammiriamo oggi. Nessuno pianta un albero monumentale. Si pianta un piccolo albero e lo si affida al tempo. La monumentalità arriva dopo, grazie alla pazienza della natura, alla cura, alla lungimiranza di chi ha saputo guardare oltre l’orizzonte del proprio presente.
La Magnolia grandiflora L. è un albero sempreverde originario del Nord America e appartenente alla famiglia delle Magnoliaceae. Può raggiungere dimensioni notevoli, superando i venti metri di altezza, e si distingue per la chioma ampia e compatta. Le foglie sono grandi, lucide e di un intenso verde scuro nella pagina superiore, mentre quella inferiore presenta una caratteristica colorazione bruno-rugginosa. Tra la tarda primavera e l’estate produce grandi fiori bianchi, profumati e appariscenti, che possono raggiungere anche i 25 centimetri di diametro.
27 giugno 2026 – © riproduzione riservata



