Gli alberi di piazzetta Sant’Antonio
[di Simona Otranto]

Ogni giorno percorro via del Centenario per andare al lavoro, infilandomi nel solito flusso lento di auto. C’è un tratto di strada che attraversa un complesso di case popolari a destra e sinistra. Un quartiere di costruzioni basse, tutte uguali, funzionali. Gettando lo sguardo dal finestrino oltre quelle case, tra via Umbria, via Lucania e via Toscana si apre uno spiazzo che regolarmente attira la mia attenzione in quei lunghi momenti di sosta nel traffico, d’estate come d’inverno. Il mio sguardo ogni giorno si posa da lontano su quattro alberi di Melia azedarach, meglio conosciuti come alberi del Rosario, per i frutti della dimensione di una biglia e i semi rotondi che un tempo venivano adoperati proprio per la realizzazione delle corone per la preghiera.
Un incanto nel disincanto, un pugno di bellezza nel cemento, nonostante la trascuratezza di tutto ciò che li circonda.
Quattro alberi disposti a quadrilatero che delimitano uno spazio che per tutti è piazzetta Sant’Antonio, per la presenza al centro della statua del Santo. Un paio di panchine, la pavimentazione sconnessa, le macchine parcheggiate e qualche aiuola curata alla meglio probabilmente grazie ad alcuni volenterosi residenti. Questi quattro alberi non sono eccellenze botaniche, non hanno caratteristiche particolari rispetto alla loro specie, non eccellono in bellezza ma, nel loro insieme, con la loro semplice presenza, riescono a dare dignità a un quartiere. E ogni volta che li guardo capisco che non serve l’eccezionale per rendere un luogo migliore: a volte basta un semplice albero, quattro alberi, un po’ di verde che ostinatamente cresce da solo, una fioritura, e anche angoli dimenticati della città possono aspirare alla bellezza.
La Melia azedarach L.è un albero a foglia caduca di medie dimensioni, che può raggiungere generalmente un’altezza compresa tra gli 8 e i 15 metri. Ha una chioma ampia e arrotondata, capace di offrire una buona ombra durante i mesi estivi.
Le foglie sono grandi, leggere e pennate, di colore verde chiaro, e in autunno ingialliscono prima di cadere. In primavera l’albero produce fiori piccoli e profumati, di colore lilla-violaceo con il centro più scuro, riuniti in grappoli vistosi. Dopo la fioritura compaiono i frutti, delle drupe tondeggianti di colore giallo chiaro, grandi meno di una ciliegia. Questi frutti rimangono spesso attaccati ai rami per tutto l’inverno, quando l’albero è ormai spoglio, diventando uno degli elementi ornamentali più belli e caratteristici della specie. La melia è una pianta rustica e resistente, capace di adattarsi a terreni poveri, alla siccità e all’inquinamento urbano, motivo per cui è stata spesso utilizzata come albero ornamentale nelle città.
31 gennaio 2026 – © riproduzione riservata





