Giunta: trattative in corso
[di Carmine Landi]

Un susseguirsi di fumate nere. Quando questo giornale va in stampa è questo l’esito continuo del “conclave” della frammentata maggioranza consiliare che, di sera in sera, si riunisce per trovare l’accordo sulla composizione della prossima giunta Francese. Battipaglia non ha assessori: effetti dell’azzeramento decretato dalla prima cittadina nel pomeriggio del 23 gennaio. È l’ultimo tentativo per ricompattare la squadra che dovrebbe governare la città, la stessa che da tempo chiedeva un cambio di passo alla Francese e ai suoi non più assessori: l’ultimo quinquennio è stato segnato da diatribe interne, esodi e crisi. Lo smacco delle elezioni provinciali, col candidato della traballante maggioranza, il neo-indipendente Dario Toriello, è rimasto fuori dal parlamentino di Palazzo Sant’Agostino, è stata la proverbiale goccia in grado di far traboccare il vaso. Cecilia Francese è rimasta senza maggioranza, e l’azzeramento serve a ottenere gli agognati 13 voti necessari a portare a scadenza naturale (primavera 2027) l’ultimo mandato dell’endocrinologa.
Nell’esecutivo che verrà soltanto un nome rimarrà diretta espressione della sindaca: è quello della sua vice, Gabriella Catarozzo, assessore al Bilancio dal 2016. Tutto il resto è un grande forse. L’eccellente vittima sacrificale potrebbe essere Pietro Cerullo, fedelissimo della sindaca: un’esclusione figlia di contrasti mai realmente sopiti con il gruppo di maggioranza di cui era espressione, ieri Etica, oggi Battipaglia Futura. Probabile, al contempo, la riconferma di Elia Frusciante: difficile che il consigliere di riferimento, Francesco Marino, opti per un altro nome. In forse ci sono Antonio Fiorillo e Francesca Napoli, accomunati dalle sorti di un altro eletto, il consigliere Francesco Falcone: quest’ultimo, infatti, è in odore d’assessorato, ma dovrebbe essere espressione del suo gruppo, Con Cecilia (lo stesso che propose Fiorillo alla Francese). E lascerebbe il posto nel parlamentino… proprio a Francesca Napoli, prima dei non eletti di quella lista, che lascerebbe la giunta ma, una volta riapprodata in Consiglio, andrebbe con Battipaglia al Centro, movimento che supportò la sua ascesa nell’esecutivo quando, allo scadere delle misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta sui posteggi fuori mercato, Falcone si riprese il posto da lei occupato nel corso della sospensione.
Fuori dalla giunta anche il “tecnico” Vincenzo Chiera, che da tempo chiede più tempo per dedicarsi agli incarichi al ministero dell’Ambiente. Difficile che il consigliere Giuseppe Manzi (Avanti Battipaglia) riconfermi Marcello Mario Ferrante: tra i vari nomi, si fanno quelli di Enrico Tucci. La designazione degli altri assessori spetterebbe al consigliere “rientrante” Gabriella Nicastro Mellone (c’è l’avvocato Rosanna Bello tra i profili ipotizzati), a Battipaglia Futura (dovrebbe indicarlo Giuseppe Lenza, stavolta) e a Battipaglia al Centro (prevarrebbe la proposta di Feliciana La Torre). Sullo sfondo la scadenza per l’approvazione del Bilancio (28 febbraio) e la delibera consiliare necessaria a sbloccare l’iter per la costruzione del nuovo ospedale.
31 gennaio 2026 © riproduzione riservata





