Falcone: «La maggioranza è ferita ma non è morta»

[di Stefania Battista]

Un Consiglio comunale per spiegare alla città i motivi della crisi politico-amministrativa: è quello chiesto dalla minoranza e celebrato lunedì 9 febbraio. Crisi che, secondo quanto dichiarato dalla sindaca Cecilia Francese, sarebbe risolta. Anzi, non una crisi ma una “pausa di riflessione”, sempre secondo le parole della sindaca. Eppure, nonostante gli annunci, in aula non ci sono gli assessori annunciati; si intravedono in municipio solo il “ripescato” Paolo Palo e le due new entry, Alfonso Accettullo e Maria Citro. Franco Falcone, ovviamente, siede ancora tra i consiglieri di maggioranza. 

Inizialmente i presenti sono 21, di cui 12 siedono nei banchi della minoranza (dove è passato anche Elio Vicinanza), ma dopo poco va via Vincenzo Clemente: parziale 10 a 12 per l’opposizione. Spicca l’assenza di Gabriella Nicastro.

Cecilia Francese a inizio seduta dichiara che la crisi non c’è, o non c’è più. Che la nuova Giunta è pronta e le deleghe saranno firmate tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio. «È stata superata, può essere anche fisiologica a un anno dalla scadenza del mandato. Un momento di stop per capire quali punti portare avanti e se c’è l’intenzione di proseguire in maniera serrata. Del resto è giusto che se la città ha votato questa maggioranza sia questa a votare il bilancio con 13 persone elette. Dobbiamo decidere cose come lo spostamento degli uffici dell’Anagrafe da via Plava al centro. Il bilancio lo voteremo il 19 febbraio. Subito dopo si aprirà a tutti i consiglieri».

Ma dalla minoranza è un coro di interventi critici.
Salvatore Anzalone: «Battipaglia vive da mesi la crisi perché l’amministrazione manca di numeri e di visione. Non c’è stato confronto. Cambiano i nomi ma non la sostanza». Rincara Alessio Cairone: «Sindaca hai detto bugie. Ci sono stati consiglieri di maggioranza che hanno fatto riunioni con noi. Poi guarda bene: hai tre assenti tra cui Nicastro. Sei sicura che fosse solo un momento di riflessione? Ci dici che dobbiamo approvare il bilancio per spostare i mobili da via Plava! Ti sembra sia questa la visione politica per arrivare a fine mandato?». 

«La crisi nasce da lontano – argomenta Giuseppe Provenza – dalla primavera scorsa. Hai già azzerato la Giunta allora. Ma non è servito. E la maggioranza dov’è? In questo momento siete in 10 e noi in 12». Ed è a questo punto che decide di intervenire Franco Falcone in quello che, se la nuova Giunta sarà confermata, sarà il suo ultimo discorso da consigliere. «Credo che un sindaco prima di fare qualsiasi ragionamento a un anno circa dalla fine del mandato cerca di collocarsi dove è possibile. Se ci sono i numeri, 13, allora la maggioranza è ferita ma non è morta. Ma quale visione volete a un anno dalla fine? C’è solo da completare le opere in essere. Se fossi stato io il presidente del Consiglio non lo avrei convocato oggi! – E in chiusura – Umilmente ve lo chiedo: basta aggressioni». 

Ma i consiglieri ancora non intervenuti non ci stanno all’accusa di aggressioni. Vito Balestrieri, ex consigliere di maggioranza, precisa: «Abbiamo voluto questo Consiglio con coscienza, quando abbiamo capito che si rischiava di non approvare il bilancio in tempo. Abbiamo anche fatto un confronto con la maggioranza chiedendo un progetto per l’anno prossimo e una giunta con profili tecnici per riuscire a mettere insieme obiettivi come il Puc»; Antonio Visconti rincara la dose: «Falcone stasera ha chiesto pietà per una crisi che avete creato voi. Di qua stasera siamo in 12 e voi siete in 10. Ci avete detto che ci sono i numeri… Ma avreste dovuto parlare di tutto quello che non è stato fatto…», e giù un lungo elenco di opere incompiute a cominciare dal Piu Europa. 

Poi tocca a Elio Vicinanza, per la prima nei banchi dell’opposizione: «Il sottoscritto era visto come una persona che doveva alzare la mano e basta». Puntuali e pungenti arrivano gli interventi di Pino Cuozzo, Valerio Giampaola, Azzurra Immediata, Luigi D’Acampora. Tutti a sottolineare che sia la città a volere un governo diverso: «Ma ci vivete a Battipaglia? Li vedete i problemi? Ascoltate la gente?». 

L’aula si svuota, termina il Consiglio comunale, e le domande restano senza risposta.  

nella foto: i 12 consiglieri di opposizione

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