Dopo il voto la resa dei conti
[di Francesco Bonito]
Ormai ci siamo. Mancano poche ore al voto e presto sapremo se sarà davvero un testa a testa, come molti pronosticano. Il centrosinistra, orfano del demiurgo De Luca (almeno sulle schede elettorali), si affida a Fico, un candidato che è chiamato a dimostrare il suo appeal sugli elettori, prima ancora che la capacità di governare. Il centrodestra punta su Cirielli, politico navigato, e sul vento che spira forte in tutto il Paese. Difficile fare una previsione su come andrà a finire.
Ciò che appare più prevedibile, invece, è l’impatto che l’esito del voto potrebbe avere sullo scacchiere battipagliese e come – a poco più di un anno dal voto amministrativo – i risultati di questa consultazione influenzeranno le scelte e i percorsi dei politici di casa nostra. Per saperlo basterà attendere qualche settimana: le risposte non sono ancora note, ma le domande da farsi già si conoscono. Chi mi segue sa che più che azzardare risposte mi interessa formulare le domande giuste: avere un dubbio aiuta a pensare e, a volte, a comprendere meglio ciò che accade. Confidando nella collaborazione di chi legge, chiedo aiuto per provare a intuire cosa potrebbe succedere nel prossimo futuro sulla scena politica battipagliese.
E così, mi chiedo e vi chiedo: cosa accadrà nel centrodestra se Spera (Forza Italia) avrà una netta affermazione personale, ottenendo un considerevole numero di voti in città? Si troverà l’auspicata “sintesi”, convergendo sul candidato sindaco Gioia (Fratelli d’Italia, promosso sul campo dal generale Cirielli)? E se proprio Cirielli uscisse perdente e ridimensionato, Spera e Provenza faranno disciplinatamente l’atteso passo indietro o rivendicheranno un candidato sindaco in quota Forza Italia? In sintesi: dopo un’eventuale sconfitta di Cirielli, il centrodestra battipagliese, da decenni maggioranza in città, riuscirà a presentarsi compatto agli elettori oppure finirà per frantumarsi – come nelle ultime tre elezioni – vittima di lotte intestine e veti incrociati?
Se la frammentazione è un rischio ipotetico per il centrodestra, è invece la condizione attuale del centrosinistra battipagliese. Più che di frammentazione sarebbe il caso di parlare di polverizzazione: Pd, ex Pd, deluchiani, indecisi, in maggioranza, all’opposizione; una galassia dai confini indefiniti, con posizioni né chiare né stabili che vanno ben oltre la tradizionale distinzione tra massimalisti e riformisti. Basta dare uno sguardo ai “santini” elettorali distribuiti dai politici di centrosinistra per averne conferma. Che faranno i deluchiani devoti in caso di vittoria di Cirielli? Cosa succederà in Consiglio comunale se la candidata Napoli non troverà nelle urne i voti promessi dagli amici della variegata maggioranza Francese? E se, invece, proprio Napoli – sostenuta dal presidente del Consiglio comunale – dovesse prendere tanti voti, Cappelli lascerà la ruota di Cecilia per andare in fuga solitaria verso il traguardo di piazza Moro?
Questo e altro lo capiremo solo dopo. Una cosa è chiara a tutti: oggi si vota per uno scranno a Napoli, ma è già cominciata la rincorsa per una poltrona a Battipaglia.






