Comunicare con un manipolatore
[di Daniela Landi – psicologa]
Lo psicologo Paul Watzlawick e i suoi colleghi nella scuola di Palo Alto, nello studio La pragmatica della comunicazione umana, hanno elaborato i cinque assiomi che descrivono ogni tipo di comunicazione. Il primo dei quali afferma: “Non si può non comunicare”. Infatti, tutti noi comunichiamo con parole e comportamenti. A volte, con alcune persone, può essere un esercizio impegnativo, soprattutto quando ricorre il quinto assioma: “Tutte le interazioni sono simmetriche o complementari”, dove per complementare si intende che la relazione è basata su differenze e gerarchie. In tal caso, se la comunicazione avviene con persone con attitudini manipolative può rappresentare una delle sfide più insidiose nelle relazioni interpersonali, in quanto con le loro tattiche i manipolatori cercano di controllare e influenzare gli altri per ottenere vantaggi emotivi, sociali o materiali. Questo tipo di comunicazione è caratterizzato da dinamiche psicologiche complesse che disorientano l’interlocutore e lo tengono in uno stato di inerzia e confusione.
I manipolatori tendono a colpevolizzare l’altro, mettendo in discussione le sue azioni o motivazioni, arrivano a fargli dubitare della realtà e dei ricordi. La persona manipolatrice nega fatti evidenti o li trasforma, facendo sentire l’interlocutore insicuro e confuso. A volte si pone come vittima per giustificare il proprio comportamento, oppure si mostra improvvisamente molto gentile e affabile. Sovente ignora le richieste, in quanto non rispondere serve a destabilizzare e mantenere il comando della situazione. Colpevolizzando l’interlocutore, lo obbliga a giustificarsi e a sottovalutare le sue esigenze; fa apparire ogni opposizione come fonte di crisi, generando un timore di rottura o di ritorsioni. Purtroppo, la vittima non riconosce immediatamente e facilmente tali condotte e, sentendosi minata nell’autostima, arriva persino a sentirsi responsabile delle problematiche della relazione.
Come proteggersi da questo tipo di comunicazione che mina la fiducia nelle proprie capacità di giudizio, inducendo incertezza? Occorre, innanzitutto, riconoscere la manipolazione, identificando le dinamiche. Una volta riconosciuti comportamenti, bisogna stabilire dei confini e ridurre al minimo i contatti e, quanto avvengono, mantenere un atteggiamento distaccato e neutro, senza cascare nella trappola della pietà giustificando il suo comportamento; occorre mantenere, invece, una posizione ferma sulla propria percezione dei fatti. I manipolatori cercano una reazione emotiva, per cui meglio evitare di reagire impulsivamente e rispondere con calma e fermezza. Ricordare i propri valori e capacità aiuta a mantenere un equilibrio interno.
In alcuni tipi di relazione, può essere utile annotare date, situazioni e frasi per ricordare a se stessi i fatti e contrastare le false narrazioni. In presenza di manipolazioni molto radicate, per coltivare l’autonomia emotiva e rafforzare la propria sicurezza interiore può essere utile ricorrere anche ad un percorso di psicoterapia.
8 novembre 2025 – © riproduzione riservata






