La politica battipagliese ha ricominciato a contare le firme prima ancora dei voti. Nei corridoi, nelle stanze dei partiti, nelle chat dei consiglieri e nei colloqui riservati che precedono ogni cambio di stagione amministrativa, la città è già entrata nell’anno più lungo: quello che porta alle comunali della primavera del 2027, ma che potrebbe anche accorciare di colpo l’ultimo tratto del mandato di Cecilia Francese.
L’indiscrezione: le tredici firme
La notizia che filtra dagli ambienti dell’opposizione racconta d’una raccolta firme per mandare a casa la sindaca prima della scadenza naturale. Il primo appuntamento dal notaio, fissato per il 23 giugno e riservato ai primi tre sottoscrittori, sarebbe saltato per intoppi tecnici. Il professionista, stando alle stesse indiscrezioni, sarebbe già stato individuato. La partita, dunque, resta aperta. I consiglieri di minoranza avrebbero aderito tutti. Il dato politicamente più delicato riguarda la maggioranza, dove gli scontenti sarebbero parecchi; ma, fatti salvi eventuali ripensamenti, le 13 sottoscrizioni necessarie ci sarebbero. Proprio attorno ai malumori si misura la tenuta dell’amministrazione Francese, già provata nelle ultime settimane da sedute complicate, numeri ballerini, tensioni sui provvedimenti e polemiche sul piano delle assunzioni. Forza Italia ha alzato più volte il tiro: contesta la programmazione delle nuove assunzioni e chiede l’istituzione d’una commissione speciale. Nel frattempo il Consiglio comunale ha mostrato più d’una crepa, tra assenze della maggioranza e passaggi d’aula diventati terreno di scontro. Ora, sul tavolo, arriverebbe l’ipotesi più drastica: la sfiducia firmata davanti al notaio.
Il Pd salernitano frena e tratta
Il condizionale, in questa fase, resta obbligatorio. Anche perché nelle ore successive ai primi movimenti sarebbero partiti tentennamenti e trattative, con interventi valutativi negli ambienti del Pd salernitano. La vicenda, insomma, viaggia ancora sul filo delle interlocuzioni. Sullo sfondo, però, corre un fatto ormai evidente: comunque vada il discorso delle firme, Battipaglia è già dentro la campagna elettorale. La primavera prossima riporterà i cittadini alle urne e i partiti hanno iniziato a cercare casa, alleati e candidato.
Il cantiere del centrosinistra
La prima metà di giugno ha visto riunirsi le forze del centrosinistra. Al tavolo siedono le componenti di minoranza che, alle ultime provinciali, hanno sostenuto la candidatura di Azzurra Immediata. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso alternativo all’attuale maggioranza cittadina, anche se proprio dentro il perimetro che sostiene Francese alcune aree continuano ad ammiccare al Pd. Per ora il confronto sarebbe rimasto sul metodo, sulla necessità d’un tracciato differente e su una proposta capace di parlare alla città dopo dieci anni di amministrazione Francese. I nomi, però, circolano eccome. Nell’area democratica resta caldo quello di Antonio Visconti, presidente del Consorzio Asi, già sfidante di Francese al ballottaggio del 2021. Dopo cinque anni da capogruppo consiliare, anche Luigi D’Acampora potrebbe rivendicare un ruolo nella partita. Sullo sfondo restano i profili di Ivan Corrado e della segretaria cittadina Pd Anna Raviele. Dentro lo stesso campo cresce l’attenzione per Civica Mente, progetto caro al Psi e al consigliere regionale Andrea Volpe, che a Battipaglia ha raccolto un consenso molto ampio alle ultime regionali. Il nome, in tal caso, sarebbe uno tra il consigliere comunale Valerio Giampaola e il suo predecessore, Maurizio Mirra. A muoversi c’è pure il Progetto civico nazionale, già sposato da sindaci di grandi centri italiani e portato avanti in città dall’ex consigliere comunale Vincenzo Inverso. Sullo sfondo anche il Movimento 5 Stelle, possibile interlocutore nell’ipotesi di un campo largo.
La variabile interna
Il quadro del centrosinistra potrebbe cambiare all’improvviso se il Pd decidesse di guardare dentro l’attuale maggioranza. In quel caso i nomi sarebbero quelli del presidente del Consiglio comunale Angelo Cappelli e della consigliera Francesca Napoli, già candidata alle ultime elezioni regionali. Sarebbe uno scenario capace di scompaginare il tavolo oggi in costruzione.
Il centrodestra cerca la sintesi
Pochi giorni dopo si è riunito anche il centrodestra. Il primo a farsi avanti è stato Michele Gioia, dirigente di Fratelli d’Italia, già assessore e consigliere comunale, che potrebbe contare anche sull’appoggio della Lega. Forza Italia, però, tiene ancora coperte le proprie carte. Le capacità di mediazione potrebbero premiare il coordinatore cittadino Carmine Galdi, mentre tra i berlusconiani anche il consigliere comunale Giuseppe Provenza potrebbe dire la sua. Nel frattempo ha già annunciato la propria candidatura Fernando Zara, sindaco di Battipaglia dal 1994 al 2001, pronto a rientrare nella contesa. Al tavolo di concertazione del centrodestra siedono, interessati, anche i referenti di Battipaglia Radici e Valori.
Francese e il dopo Francese
La maggioranza, assorbita dalle beghe di sopravvivenza, appare la parte più esposta al rischio di frantumazione. Oltre ai profili di Cappelli e Napoli, la sindaca Francese continuerebbe a credere nella candidatura della sua vice, Maria Gabriella Catarozzo, o comunque in una figura a lei vicina. La storica assessora al Bilancio, però, sembrerebbe riluttante. Ancora incerta anche la collocazione degli “etici”, che potrebbero guardare a sinistra oppure a destra, dove si orienterebbero molti aderenti storici.
Una città in attesa
Così Battipaglia arriva all’ultimo giro di boa con due campagne elettorali: quella sotterranea, fatta di firme, telefonate e calcoli sui consiglieri; e quella alla luce del sole, che prepara il voto di primavera. La prima può chiudere in anticipo la stagione Francese. La seconda deciderà chi proverà a raccoglierne l’eredità. In mezzo resta una città che osserva, misura silenzi e movimenti, e attende di capire se il prossimo sindaco nascerà da una coalizione ordinata o dall’ennesima frattura consumata nel ventre inquieto del Palazzo.
27 giugno 2026 – © riproduzione riservata




