
«Una sfiducia senza una motivazione politica valida, arrivata a pochi mesi dal giudizio dei cittadini». Angelo Cappelli torna così sul primo ottobre, il giorno che ha chiuso anzitempo l’amministrazione Francese. Da presidente del Consiglio comunale, tra i volti più attivi della vecchia maggioranza, legge quella scelta anche attraverso la memoria dei commissariamenti seguiti alle esperienze Barlotti e Santomauro: «Dispiace che Battipaglia debba subirne un altro. Un sindaco democraticamente eletto dovrebbe arrivare alla fine del mandato, perché siano poi i cittadini a tirare le somme». Secondo Cappelli, la decisione sarebbe stata ancora meno comprensibile considerando che Cecilia Francese aveva ormai esaurito la possibilità di una nuova candidatura: «Non avrebbe potuto ricavare alcun vantaggio politico dal prosieguo del mandato». E rivendica soprattutto la continuità amministrativa restituita alla città: «Nel primo mandato pesavano il riequilibrio finanziario e il Covid, nel secondo il Pnrr ha assorbito gran parte del lavoro degli uffici, soprattutto sulle scuole». Poi i conti e le opere: «Il Comune oggi ha un avanzo di diversi milioni di euro. Qualcuno dirà che quei soldi potevano essere spesi, ma potranno esserlo nei prossimi mesi e dalla futura amministrazione». Cappelli cita Piazza della Repubblica, l’illuminazione pubblica, il Pastena, le piste d’atletica e altro. Il passaggio più politico riguarda però il futuro. «Da questi dieci consiglieri, dalla sindaca, da qualche assessore come Pietro Cerullo e da persone che rappresentano oltre tremila voti bisogna ripartire». La base, sostiene, esiste già: «Altrove devono ancora scegliere il candidato sindaco; qui ci sono già i candidati consiglieri. Il candidato va cercato tra noi, e se l’intesa non arriva si può guardare fuori».
Anche Gianluigi Farina definisce la mozione «un atto squisitamente politico» e ammette di «faticare a comprenderne ragioni e modalità». Il dubbio riguarda soprattutto il tempismo: «La minoranza era composta da dodici persone già da oltre un anno». E torna sulle trattative delle ultime settimane: «Avevamo provato a costruire una soluzione condivisa per accompagnare la città alle elezioni, attraverso quel documento che ha animato l’ultima seduta consiliare». Per Farina, però, quella pagina è chiusa: «Con la conferenza stampa di sabato si è conclusa questa stagione politica». Adesso vede «un quadro fluido, per certi aspetti confuso», nel quale potrebbe maturare anche «un significativo ricambio generazionale». E intende esserci: «La mia intenzione è tornare in campo, con una maturità maggiore rispetto a cinque o dieci anni fa». Ma mette una condizione: «Non voglio affrontare le elezioni come un’iniziativa individuale. Serve un progetto collettivo, un gruppo umano solido, con una visione comune della città e la volontà concreta di trasformarla in azione amministrativa».
Nella foto: Angelo Cappelli
24 ottobre 2026 – © riproduzione riservata




