Gentile direttore,
in qualità di vecchio ambientalista, gradirei trasmetterle una considerazione personale (forse scontata, ma “sentita”) su inquinamento e depurazione, e mi auguro possa contribuire alla sensibilizzazione sull’argomento. Al di là della disponibilità di ASIS e del tentativo di Civica Mente di dare informazioni più dettagliate ai concittadini sull’annoso, ormai atavico e incancrenito problema della depurazione, trovo inaccettabile, nel 2026, che la quasi totalità delle acque reflue non vengano depurate prima di finire in mare. Inaccettabile, nel 2026, che il Golfo di Salerno, caratterizzato da decine di chilometri di spiagge, veda un mare agonizzante. Un potenziale economico strepitoso, falcidiato dalla mala politica che non ha saputo governare e gestire processi di sviluppo intorno a fattori di crescita economica.
L’incremento della domanda di prodotti caseari – con il conseguente aumento degli allevamenti bufalini – e l’incremento della coltivazione dei prodotti di terza e quarta gamma hanno portato a un aumento considerevole dei fattori inquinanti sull’ecosistema della piana. Da decenni attendiamo che vengano costruiti collettori, che vengano adeguati depuratori, che vengano fatti controlli più serrati, che vengano colmati vuoti legislativi, che vengano affidate a un unico ente la gestione e le responsabilità del processo.
Inaccettabile che la gestione coinvolga più soggetti, alcuni dei quali neanche dialogano! Questo è emerso nell’incontro con i funzionari dell’ASIS. In definitiva, siamo stufi di attendere, stanchi di udir coniugare un solo tempo verbale: il condizionale. Un’apatia istituzionale sul tema dell’inquinamento e la depurazione che costa cara a tutti. Avere la fortuna di una spiaggia a pochi chilometri e non potersi tuffare nel mare è assurdo. Finiamola con le foto ipocrite dell’acqua caraibica nei soli giorni in cui i venti di “levante” spingono al largo le acque di fiumi e torrenti che portano gli elementi inquinanti. Vogliamo risposte concrete che definiscano la risoluzione di un problema, basta con i “rattoppi”, con la rincorsa ad arginare una emergenza. Inaccettabile constatare che 10 anni di stabilità di governo nel comune “capofila” (quanto piace ai politici utilizzare questa definizione!) della Piana del Sele, non abbiano influito per nulla su questo aspetto di salvaguardia del territorio.
27 giugno 2026 – © riproduzione riservata


