
È difficile seguire l’imprevedibile evoluzione della crisi politica battipagliese. Soprattutto quando devi raccontarla sulla “carta stampata”, sapendo che passeranno circa 60 ore dalla chiusura del giornale alla distribuzione nelle edicole. Un tempo sospeso che talvolta impone di scegliere se pubblicare una notizia suscettibile di essere “smentita” da un fatto che potrebbe accadere nelle 60 ore in cui il giornale non è più nelle nostre mani e non è ancora in quelle dei lettori.
È proprio quello che sta accadendo mentre scrivo. Da un paio di giorni circolano indiscrezioni sulle possibili dimissioni (“tattiche”, ovviamente) della sindaca Cecilia Francese. Lei stessa, pochi giorni fa durante un’intervista televisiva, ha ammesso di non avere più una maggioranza e di essere stanca di questo stillicidio che va avanti da mesi. Le ventilate dimissioni potrebbero essere protocollate oggi (mercoledì 23) o domani, o venerdì, oppure mai.
Comprenderete che per noi di Nero su Bianco è quasi impossibile riportarvi quello che non è ancora accaduto e che, invece, potrebbe essere già accaduto (dubito) quando voi leggerete questo giornale.
Mentre scrivo, una delle pagine di politica è “sospesa”; attenderemo fino all’ultimo minuto che arrivi una conferma o una smentita, con i redattori pronti a scrivere una cosa o il suo contrario. Ancora non so cosa leggerete sabato, so solo quello che sto scrivendo in questo preciso momento. E so anche che è impossibile commentare un fatto non ancora accaduto. A questo punto, non posso che limitarmi a scrivere il prologo, lo scenario. Per come appare – ma potrei sbagliarmi – la situazione è questa: Cecilia Francese sembra una funambola che, in equilibrio precario, sta tentando di percorrere la distanza che la separa dalla fine del filo sospeso, ma ogni passo potrebbe essere l’ultimo. Per fortuna è una metafora, nella realtà non rischia di farsi male.
Se è sospesa, in equilibrio su una fune sottile, vuol dire che è una brava equilibrista, altrimenti non si troverebbe lì. Arrivare alla meta e difficile, ma non impossibile. Anche perché molti – a dispetto delle dichiarazioni – non vogliono davvero che cada e, tutto sommato, ai più va bene così. Che resti lì, immobile e titubante, bisognosa di un “sostegno” da negoziare e ricompensare, per affrontare gli ultimi difficilissimi metri. I più si augurano un passo falso, ma nessuno – per ora – le darà la spinta fatale.
Ancora una volta il destino della sindaca di Battipaglia sembra essere nelle sue mani. Se si ritirerà, se finirà la performance tra gli applausi, se cadrà tra i fischi, dipenderà solo da lei: la funambule française.
26 settembre 2026 – © riproduzione riservata




