
Una promessa è una promessa! Cinque mesi fa, in questo stesso spazio, al termine di un editoriale intitolato Il dovere di ascoltare,prendevo un impegno “nero su bianco” (capito perché il giornale si chiama così?); facevo una promessa ai lettori, mentre mi rivolgevo agli amministratori comunali. La riporto qui, parola per parola, così faccio meno fatica e resto fedele all’impegno preso: (…) l’indifferenza rispetto alle condizioni di vergognoso degrado in cui versa l’edificio che ospitava la scuola De Amicis. Da tre anni, invano, dalle colonne di questo giornale vi si chiede di occuparvi del luogo più amato dai battipagliesi. (…) Confidiamo che lo farete al più presto, con la stessa solerzia con cui siete soliti intervenire nelle questioni che ritenete prioritarie. Se non accadrà non ci rassegneremo, continueremo a ricordarvelo pubblicando foto sullo stato del luogo simbolo di quella “battipagliesità” a cui sovente, con orgoglio, vi richiamate.
Cari delegati ad amministrare Battipaglia, sono passati altri cinque mesi. Sebbene molti avessero previsto che non avreste provveduto, io ero più che certo che invece l’avreste fatto. Ho atteso, con fiducia, la ripulitura dei muri della scuola De Amicis dalle scritte che la deturpano ormai da più di tre anni. Non dubitavo, immaginavo che fosse solo questione di tempo. Alla fine si trattava di trovare qualche migliaio di euro. Ma, evidentemente, avevano ragione quei lettori pessimisti, quei cittadini sfiduciati e rassegnati. Mi chiedo perché non lo facciate. Mancanza di soldi? Non credo: è di questi giorni l’indiscrezione riferita a una somma intorno ai 50.000 euro pronta per il cachet dell’artista che si esibirà in occasione della Festa della Speranza; quasi 200.000 euro sono stati spesi per 1 km di vernice rossa e una lunga “tettoia” di legno che avrebbero dovuto ombreggiare la pista ciclabile a Belvedere; più di 1 milione di euro sarà pagato con le tasse dei battipagliesi per ultimare lo stadio Sant’Anna (causa colpevole ritardo rispetto ai tempi dettati dal Pnrr); mi fermo qui per non infierire. Mancanza di tempo? Può essere. Devono essere stati cinque mesi di attività amministrativa molto intensa. Mancanza di volontà? Allora spiegatelo pubblicamente, magari quando sarete sul palco in piazza Amendola, a pochi metri dalla deturpata De Amicis; ditelo ai tanti battipagliesi che saranno lì per il concerto del 6 luglio: “Per noi non è una priorità, la scuola sta bene così, abbiamo cose più importanti a cui pensare”.
A proposito di cose più importanti a cui pensare: in settimana sono arrivate in redazione due lettere che raccontano problemi che i battipagliesi conoscono bene e che potremmo definire annosi. Non vi anticipo nulla, leggetele, le trovate voltando pagina.
27 giugno 2026 – © riproduzione riservata




