Gentile direttore,
immaginiamo un mondo in cui, tra non molto, si potrà scegliere di trascorrere un fine settimana sulla Luna; un mondo prossimo, in cui grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile dialogare con ologrammi perfettamente somiglianti ai nostri cari defunti. Un mondo imminente, non lontano dal 2026, dunque realisticamente vicino al nostro tempo.
Ora immaginate, contemporaneamente che nello stesso mondo, sempre nel 2026, una persona con disabilità non possa ottenere un passaporto perché nel Commissariato di Polizia di Stato di Battipaglia (via Rosa Jemma 110) una rampa di scale impedisce l’accesso agli uffici preposti al rilascio del documento.
È quanto accaduto al sottoscritto il 12 agosto 2026, sotto gli occhi imbarazzati dei poliziotti presenti. Proprio loro, mortificati per essere così condizionati nello svolgimento delle proprie funzioni, hanno finito per autodenunciare la situazione incresciosa e insostenibile in cui si trovavano a operare.
Con evidente imbarazzo e sincera empatia si sono scusati per il disservizio, spiegando che gli unici terminali abilitati alla raccolta dei dati e alla rilevazione delle impronte digitali si trovavano all’irraggiungibile – per chi come me si sposta in carrozzina – piano superiore. Compresa la situazione, al sottoscritto non è rimasto che prendere atto, rinunciare e andare via.
Sebbene sia evidente che non ci siano responsabilità individuali dei poliziotti di Battipaglia, non si può non censurare uno Stato pigro e assente nelle sue funzioni più elementari. Ricordo allo stesso Stato, con sarcasmo ma anche con profonda amarezza, che persino Dante, nell’Aldilà, trovava nel greve sonno la forza di oltrepassare barriere invalicabili. Qui, invece, il sonno delle istituzioni non permette alcun avanzamento e crea disuguaglianze di trattamento. È auspicabile, a questo punto, che si intervenga tempestivamente per risolvere la paradossale situazione riscontrata nel locale Commissariato, rimuovendo gli ostacoli che impediscono ad alcuni il reale godimento dei diritti concessi a tutti gli altri cittadini. Non dimenticando, infine, che un Commissariato di Polizia è, prima di tutto, un ufficio aperto al pubblico. Cordiali saluti,
Nazareno Pastorino
12 settembre 2026 – © riproduzione riservata


