
In sole tre parole il prefetto Castrese De Rosa, da un mese alla guida del nostro Comune, ha espresso un giudizio credo condiviso dalla maggioranza dei battipagliesi: «Una città trascurata». Più che una valutazione estemporanea, sembra una definizione: con tre parole è stato più incisivo di quanto, per esempio, siamo stati noi di Nero su Bianco in tanti anni. Quanto inchiostro sprecato su queste colonne, quante parole superflue, quante fotografie inutili, quanti appelli inascoltati!
Sono bastate due settimane al Commissario prefettizio per vedere ciò che le persone deputate ad amministrare la città – quelli legittimati perché avevano “preso i voti”, quelli forti della grottesca prassi del cosiddetto “articolo quinto” – non avevano visto né compreso per anni.
Il prefetto De Rosa, invece, ha visto e ha preso nota. Ora è il momento di passare dall’osservazione all’azione, ora i battipagliesi si aspettano degli interventi risolutivi. Per questo in copertina riproponiamo quattro scorci emblematici di questa “trascuratezza”, esempi di un degrado che è ancora sotto gli occhi di tutti e che per anni è stato inspiegabilmente ignorato. Quattro foto del 2026, ma che potrebbero anche essere datate 2025, 2024, 2023, 2022… tanto la situazione è quella da almeno un lustro. Sono anni che lo denunciamo: quante copertine, quanti editoriali, quanti “promemoria” pubblicati! Il degrado non lo si è visto nemmeno quando era a pochi passi dalle stanze del “governo”. È dovuto venire un ex prefetto dall’Umbria per vedere e descrivere quello che sembrava invisibile solo ad alcuni battipagliesi.
Il primo importante passo è fatto, confidiamo seguano quelli necessari a restituire alla nostra comunità una città più pulita, più sicura, più decorosa, più rispettosa delle regole. Lo stesso prefetto De Rosa ha dichiarato di voler partire da questo e ha stilato un elenco di priorità: la diligente ordinaria amministrazione, la puntuale manutenzione dei beni pubblici, il rispetto delle regole (per quello servirebbe anche il tanto atteso Puc), la sicurezza dei cittadini, e il virtuoso impiego dei beni confiscati alla criminalità (l’insidioso granello di polvere capace a volte di bloccare anche gli ingranaggi più grandi).
In questa pagina siamo già in due (vedi articolo di Ernesto Giacomino), ma credo che anche al di fuori di queste quattro colonne ci siano migliaia di battipagliesi che da tempo trovano insostenibile questa trascuratezza e reclamano interventi efficaci e duraturi per recuperare il decoro smarrito da anni. Siamo certi che Castrese De Rosa ci proverà, speriamo ci riesca.
7 novembre 2026 – © riproduzione riservata




