
Il ciliegio, Prunus avium L., è un albero molto comune che cresce spontaneo nei boschi di tutta Italia, specialmente nella zona montana. Appartiene alla grande famiglia delle Rosaceae e viene coltivato come albero da frutto per la bontà della drupa che acquista caratteristiche molto variabili a seconda della cultivar. Il colore della ciliegia varia da rosso chiaro a quasi nero e all’interno della polpa carnosa è custodito un nocciolo oblungo.
Parliamo di un albero a foglia caduca che può raggiungere i 15-20 metri di altezza: i rami hanno la corteccia grigia mente quella del fusto è rossastra, liscia, lucida e si stacca in strisce orizzontali. Offre un legno molto pregiato. Fine, compatto, mediamente duro e facile da lavorare, caratterizzato da eleganti sfumature rossastre, è utilizzato da secoli per la produzione di mobili, intarsi e manufatti artigianali di pregio. Le foglie raggruppate all’estremità dei rametti (a differenza della “sorella” amarena, Prunus cerasus L., in cui sono distribuite in modo uniforme sulla lunghezza) sono pendule caratterizzate da un lungo picciolo e margine dentato. I fiori bianchi a cinque petali e cinque sepali hanno lunghi peduncoli che andranno a sostenere il peso del frutto. Sono proprio questi ultimi, i peduncoli di ciliegio, a costituire la droga della pianta vera e propria, quella che custodisce i principi attivi che svolgono attività medicinale e che generalmente buttiamo via.
I peduncoli si raccolgono in questo periodo, a giugno, quando il frutto è maturo. Si mondano dall’eventuale residuo del fiore e si essiccano all’ombra. Possiedono eccellenti proprietà diuretiche, antiuriche, antigottose. Vantano una lunga tradizione popolare. Utilizzati per la preparazione di infusi e decotti, sono impiegati soprattutto per le citate proprietà diuretiche e depurative, utili a favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La presenza di sali minerali (sali di potassio in particolare), flavonoidi e composti fenolici contribuisce alle loro attività benefiche, apprezzate da secoli nella medicina tradizionale. Ancora oggi le tisane a base di peduncoli di ciliegio sono considerate un rimedio naturale, efficace e delicato per il benessere delle vie urinarie. La presenza di polifenoli suggerisce anche un impiego esterno come rinfrescante e astringente delle pelli infiammate.
Anche il nocciolo della ciliegia, apparentemente privo di utilità, ha trovato nel tempo diversi impieghi. Costituito da un guscio legnoso molto duro è particolarmente resistente e durevole. In passato veniva utilizzato come combustibile mentre oggi trova applicazione soprattutto come materiale naturale per la realizzazione di cuscini termici: grazie alla sua capacità di accumulare e rilasciare lentamente il calore (o il freddo), viene utilizzato come alternativa ecologica alle borse dell’acqua calda (o al ghiaccio sintetico). Basta riscaldarlo pochi secondi al microonde o in alternativa lasciarlo qualche ora in congelatore.
È bene ricordare che il seme contenuto all’interno del nocciolo contiene sostanze che possono liberare composti tossici se ingerite in quantità significative, motivo per cui non deve essere consumato. Ingerire accidentalmente un nocciolo intero di ciliegio non comporta alcun danno per la salute: per la sua struttura attraversa l’intestino indigerito.
13 giugno 2026 – © riproduzione riservata



