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Antonio Cannalonga, un cadetto che lancia lontano

di Antonio Abate
16 Ottobre 2020
in Articoli

[di Antonio Abate]

A Battipaglia, quando si parla di atletica, il cognome Cannalonga è sinonimo di successo da tre generazioni. Una tradizione confermata anche dal giovanissimo Antonio Cannalonga che a Forlì, lo scorso 4 ottobre, si è laureato campione italiano di lancio del giavellotto categoria cadetti, con un lancio di 61,93 metri. Un risultato straordinario per il quindicenne battipagliese, figlio di Geppino (anche lui un passato da giavellottista) e nipote di Elio, un “maestro” riconosciuto dell’atletica leggera nazionale, specie nel lancio del giavellotto.

Una prestazione figlia di lavoro e passione, come confermato dal professor Elio Cannalonga, suo nonno e coach: «È stato un ottimo anno – racconta con un pizzico di orgoglio – La sua migliore misura annuale è stata 62,10. Ai campionati italiani ha vinto con 61.93. Ha lanciato davvero bene mettendo un divario enorme tra lui e il secondo, argento con 53,68».
Il lavoro di Antonio è frutto di anni di sacrifici e duro allenamento, come ricordato dal suo allenatore: «Mio nipote è uno sportivo nato, fin da quando era piccolo ha fatto sport. Ha cominciato con il karate, poi il rugby e infine il giavellotto. Il suo non è stato un percorso facile, come d’altronde non lo è per nessuno, ma in famiglia lo abbiamo sempre sostenuto. Questo è fondamentale. Un ragazzo, per emergere, ha bisogno di capacità ma anche di impegno costante e di una famiglia alle spalle che lo segue, lo consiglia e lo supporta. Fondendo questi tre elementi, viene fuori il talento». Svestendo i panni del nonno e indossando quelli del coach, Elio Cannalonga ha parlato dello stato di forma del nipote: «Ha una muscolatura lunga per lanciare, è vero, ma con qualche chilo in più sicuramente potrà dire la sua da protagonista anche con la maglia azzurra, soprattutto se continuerà a impegnarsi come sta facendo».
Parlando della situazione dell’atletica battipagliese, Cannalonga si lascia andare a qualche considerazione dolceamara: «Nel corso di questi anni, abbiamo avuto tantissimi atleti di fama nazionale. A Battipaglia, per esempio, c’è Roberto Orlando che è il miglior giavellottista italiano. Noi ci alleniamo tra tante difficoltà, soprattutto in un momento del genere. Siamo costretti a tanti sacrifici anche durante gli allenamenti quotidiani perché il campo di atletica è poco idoneo». Anche se, da vero uomo di sport, il professore non cerca giustificazioni: «A Battipaglia c’è ancora tanto da fare, ma non cerco alibi. Abbiamo tanti ragazzi che vestono costantemente la maglia azzurra, sono un motivo di orgoglio e vorrei che tutta la città conoscesse la nostra realtà. Io la vivo da anni con passione, ho lo sport nel sangue. Cerco di dare il meglio per Battipaglia, la mia città, che amo tanto».
Parole significative pronunciate da chi da quarant’anni “sforna” atleti che primeggiano nelle competizioni nazionali giovanili e non (nel palmares di coach Elio ben 20 titoli italiani!): giavellottisti come Antonio Cannalonga, sul quale, con un allenatore così, c’è da scommettere.

Nella foto: il prof. Elio Cannalonga con il nipote Antonio

17 ottobre 2020 – © Riproduzione riservata

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