Dodici firme per la mozione di sfiducia. È il protocollo 65099 del 4 settembre quello che potrebbe determinare la caduta anticipata dell’Amministrazione comunale guidata da Cecilia Francese. A circa sette mesi dalla scadenza del secondo mandato, la metà esatta dei consiglieri comunali pare fermamente intenzionata a mandare a casa la sindaca. Se ne discuteva da tempo tra i banchi di una opposizione divenuta sempre più numerosa, senza però riuscire a trovare unità. Poi il via libera dalla segreteria provinciale del Pd che, probabilmente, avrebbe difficoltà a sostenere una nuova candidatura di Francese (se sarà consentito un terzo mandato) invece che un proprio rappresentante.
Ed è proprio sui tempi che si accentra la discussione. Cecilia Francese li giudica inopportuni: «A sette mesi dalla fine del mandato – dice – mentre abbiamo in corso molti lavori. Il 16 abbiamo appuntamento a Roma con RFI per chiedere che come misura di compensazione per i lavori dell’alta velocità completino il Piu Europa. Un’opera da circa 20 milioni di euro. Mentre sto controllando e sollecitando perché si riapra al più presto l’ospedale. Ci hanno assicurato entro il 10 ottobre. Poi c’è il mercato coperto, i parcheggi seminterrati, l’affidamento dell’ex Tabacchificio a un grosso ente pubblico… In ogni caso vedremo cosa accadrà in Consiglio. Sono fiduciosa».
Un Consiglio che andrà convocato entro il 4 ottobre. Trenta giorni in cui alla sindaca nessuno potrà impedire di trattare con RFI e con Terna, magari portando avanti anche qualche altro affidamento.
Intanto la convocazione del Consiglio monotematico sull’ospedale (il 9 settembre) apre un nuovo fronte di polemiche. La proposta di delibera delegherebbe alla sindaca persino la trasmissione degli atti agli enti sovracomunali, compito riservato per legge agli uffici comunali.
E mentre i dodici consiglieri (Gaetano Marino – cui si deve la mediazione tra le forze di opposizione, Giuseppe Provenza – redattore originario del documento – Azzurra Immediata, Valerio Giampaola, Elio Vicinanza, Vito Balestrieri, Salvatore Anzalone, Antonio Visconti, Luigi D’Acampora, Giuseppe Cuozzo, Domenico Zottoli e Alessio Cairone) spiegano che lasciar agire la sindaca per altri sette mesi significherebbe continuare l’attuale paralisi “aggrappata ai ricatti politici e ai mal di pancia continui” oltre a “utilizzare fondi liberi per raffazzonare le ultime opere e gli ultimi eventi”, arriva una presa di posizione di Fratelli d’Italia che, contestando l’utilità di una sfiducia a mandato ormai al termine, apre una vistosa frattura nel centro destra. Tanto da far ipotizzare una candidatura a sindaco di Michele Gioia sostenuta dalla stessa Cecilia Francese (oggi apparentemente abbandonata dal Pd firmatario della mozione).
12 settembre 2026 – © riproduzione riservata




