Proposta edificante di Francesco Bonito


Non si può non riconoscere alla giunta Francese un alacre attivismo: progetti, annunci, interventi, provvedimenti. A leggere i comunicati dell’ufficio stampa della sindaca, si ha netta la sensazione che ogni giorno a Palazzo di Città ci si prodighi per spingere Battipaglia verso un futuro migliore. Questo appare, questo è. Ma chi fa informazione deve occuparsi, per conto dei lettori, non solo di quanto si decide, ma soprattutto di come si decide. Merita un approfondimento la proposta di voler incentivare con dei bonus di edificabilità gli acquirenti dei beni comunali in vendita. Secondo quanto detto in conferenza stampa dall’assessore Provenza e dal consigliere comunale Longo, chi comprerà un immobile del Comune (cioè dei cittadini) potrà ristrutturare il bene ampliandolo o sarà autorizzato a edificare altri immobili nelle aree limitrofe, anche in parziale deroga alle previsioni urbanistiche esistenti. Soldi in cambio di cemento, in pratica. Cemento vecchio più cemento nuovo a chi compra, soldi a chi vende. Quanto appena scritto non appaia come una censura alla proposta, ma solo come una sintesi approssimativa per spiegare in poche parole il provvedimento (ne scrive diffusamente Carmine Landi a pagina 3). I proponenti affermano che sia l’unico modo per rendere economicamente appetibili degli immobili che altrimenti non comprerebbe nessuno. Francamente non so se sia una buona idea o se sia l’unica strada praticabile, ma posso solo notare che presto o tardi tutte le amministrazioni dedicano la loro attenzione e le loro energie migliori al cemento. Come se concedere, edificare, derogare, siano gli unici verbi conosciuti e coniugati dalla politica battipagliese; da decenni, non da oggi.
Chi fa informazione ha il dovere di raccontare quello che accade e di farsi delle domande anche per conto dei lettori. Non sempre si hanno le risposte, ma è importante non smettere mai di interrogarsi e di chiedere conto del proprio operato a chi amministra la cosa pubblica in virtù di una delega ricevuta dai cittadini. Ci si può occupare di cemento, anzi ci si dovrebbe occupare di più e meglio di consumo di suolo e di edilizia, ma sempre nell’ottica della tutela della qualità della vita dei cittadini, bene primario e infungibile. Le stesse energie impegnate per i metri cubi di cemento andrebbero spese anche per il verde pubblico, il decoro cittadino, la sicurezza, la cultura, lo sport e tutto ciò che trasforma case e palazzi in una comunità di esseri umani.
Che si possa agire per il bene di Battipaglia anche trascurando il cemento lo hanno dimostrato alcuni commercianti di via Mazzini: di tasca loro, hanno messo dei fiori nelle aiuole lungo i marciapiedi, comunali. Anche questa è una proposta edificante, un piccolo gesto che esprime la volontà di non arrendersi al degrado e al declino della nostra città; senza incentivi e senza permesso di costruire in cambio. È tra le buone notizie di questo numero.

Foto di Gerardo Nicolino

19 maggio 2017 – © Riproduzione riservata
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