Grazie Battipaglia, grazie De Amicis

Affluenza record e grande partecipazione emotiva hanno caratterizzato la prima settimana di apertura della mostra Battipaglia Amarcord. Tanti battipagliesi sono tornati nella vecchia scuola De Amicis per “riconoscersi” e condividere i ricordi. La mostra è aperta fino al 20 settembre

Amarcord02Emozioni e ricordi o, più semplicemente, Battipaglia Amarcord: la mostra fotografica di Battipaglia e per Battipaglia, organizzata dal nostro giornale. Dieci giorni in cui i battipagliesi hanno potuto rivedersi, rispolverando l’album dei ricordi. Ad aprire ufficialmente la mostra nella serata di giovedì 10, assieme al viceprefetto Iorio, il direttore di Nero su Bianco: «Vorrei che questa mostra aiuti a recuperare la memoria collettiva, – ha affermato Bonito – ricordando quella generazione di battipagliesi che tanto hanno contribuito allo sviluppo straordinario della nostra città, in un luogo storico come la scuola De Amicis». Parole accorate e d’impatto, immediatamente condivise dal dottor Gerlando Iorio: «Tramite le foto possiamo vedere come eravate, riscoprendo le cose grandiose fatte nel passato e per ripeterle, magari, nel prossimo futuro».
Battipaglia Amarcord non è, come ha sottolineato Francesco Bonito, solo una semplice mostra fotografica: l’obiettivo era quello di creare un legame ideale tra il glorioso passato e il futuro nel quale «farsi ispirare da chi ha costruito e, nel dopoguerra, ricostruito Battipaglia, realizzando nel corso di soli trent’anni una crescita economica, sociale, culturale che non ha eguali nel Mezzogiorno. Quell’impresa compiuta da coltivatori, da commercianti e artigiani, da piccoli imprenditori e, soprattutto dai maestri della scuola De Amicis che hanno educato migliaia di bambini, e sono stati il buon esempio per i futuri cittadini battipagliesi. Quei tempi sembrano lontanissimi; ma solo ritrovando quello spirito, tornando a rimboccarsi le maniche, la città può rinascere».
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Fortissima la presenza, inoltre, di personalità importanti della nostra città, anch’esse curiose di riscoprirsi in qualche fotografia. «La mostra è una riuscita esposizione della storia di Battipaglia, un’idea assolutamente straordinaria ha chiosato l’ex senatore Roberto Napoli e io, non essendo più un ragazzino, ho provato forti emozioni nel rivedere vecchi amici che tanto hanno fatto per la nostra città». Emozione e partecipazione, sentimenti non facili infatti da suscitare emozioni positive in una cittadinanza sfiduciata ed abituata a vedere, ormai da troppo tempo, solo e soltanto immagini nere. «Personalmente mi sono commossa nel vedere la foto di mia madre, l’insegnante Sansone, insieme ai suoi alunni – ha affermato Cecilia Francese – Organizzare la mostra in questa scuola ricca di storia, inoltre, è un segnale forte, perché una città senza storia è una città senza radici». Radici, infatti, che devono essere riscoperte, in modo da far crescere rigoglioso l’albero del futuro battipagliese; radici brevi ma forti, come la giovane storia della nostra città, capaci di ancorarsi perfettamente al suolo e trarne il maggior nutrimento possibile, grazie al duro lavoro. «Ho provato una forte emozione nel rivedere vecchi amici e chi non c’è più, ho sorriso nel rammentare i picnic sulla Castelluccia nei giorni di festa.  Grazie a questa mostra è stato rispolverato il passato, un passato che però è ancora sconosciuto ai battipagliesi e questo è un limite. La città, infatti, non può avere futuro senza la conoscenza del proprio passato» ha affermato don Franco De Crescenzo.
L’unanimità dei giudizi positivi e l’affluenza straordinaria (circa 4.000 visitatori nei primi sei giorni, ndr), confermano il successo dell’evento targato Sfide, una vittoria di tutti i battipagliesi che hanno contribuito con le foto o solo come semplici e curiosi spettatori. La speranza è che la mostra sia solo una delle tante altre possibili iniziative capaci di risvegliare la coscienza cittadina troppo a lungo anestetizzata. Battipaglia, infatti, è un polo dalle grandissime potenzialità in tutti i settori, da quello agricolo a quello industriale. Le recenti e gravi difficoltà non devono spaventare ma devono essere analizzate e capite, per evitare errori già commessi in passato.

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Foto di Francesco Petrone
18 settembre 2015 – © Riproduzione riservata
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