Cecilia Francese: «Battipaglia ce la farà» di Carmine Landi


In una lunga intervista la sindaca si racconta. Sì al rimpasto di giunta, no al Consorzio Asi. E la promessa: presto la fermata dell’alta velocità

«Battipaglia si riscatterà»: parola di Cecilia Francese. Due anni dopo il trionfo elettorale, la sindaca traccia un bilancio delle cose fatte, elencando gioie e amarezze, successi e sconfitte. Dopo un biennio difficile, comunque costellato di «importantissimi risultati ottenuti», assicura che adesso s’andrà avanti più velocemente.   

Due anni dopo, nell’elenco delle cose fatte cosa c’è? «La riorganizzazione della macchina comunale, la Zes, l’area di crisi, i Pics, l’aumento della capacità di riscossione, il disavanzo ridotto da 23 a 10 milioni di euro, il marchio d’area della Piana. E poi il Piano per la trasparenza e l’anticorruzione, il nuovo Statuto, la stanza dei bambini, la Consulta per la disabilità, i bandi e i finanziamenti: la bonifica dei siti di stoccaggio di Castelluccio e Buccoli, il Tempo supplementare nel bene confiscato di via Fosso Pioppo, la palazzina di via Turco. E il lavoro d’un anno per riprenderci i beni».

Questi immobili si vendono? «C’è qualcuno che è interessato al macello comunale. Se non ce la facessimo ad alienare, valorizzeremmo i beni per renderli più appetibili».

Arrivano di continuo vecchi debiti fuori bilancio: come mai? «Serviva una politica costante che promuovesse le transazioni a tempo debito. Dopo le sentenze, invece, devi pagare e basta».

Pics: finanziamenti dovuti? Quando si parte?  «Non erano dovuti, visto che stavamo per perderli. Per il prossimo anno arrivano i fondi, e poi si parte coi bandi pubblici. Bisogna definire le priorità, perché 13 milioni non sono pochi, ma neppure tantissimi».
Il sovrappasso ferroviario quando sarà pronto? «Entro la fine 2018. Di sicuro inaugureremo a breve la palazzina dell’Inps, e credo che riapriremo gradualmente i parcheggi».

Si riuscirà a realizzare il sottopasso veicolare di via Colombo? «Lavoriamo su più fronti: di mezzo c’è pure il Consorzio Asi. Ci vogliono 13 milioni di euro: confidiamo nella zes».

La zona economica speciale: una misura importante? «Certo, insieme all’area di crisi complessa: speriamo soltanto che il Governo prolunghi gli ammortizzatori sociali per i lavoratori rimasti senza un quattrino. E speriamo di portarci dietro anche Eboli».

L’alta velocità arriva? «Abbiamo offerto a Ferrovie dello Stato la possibilità d’ospitare nella palazzina del PIU Europa il personale dei treni: l’idea piace ai loro dirigenti».

In percentuale, quali sono le possibilità di successo? «100 per cento. L’alta velocità arriverà appena finiranno i lavori del PIU Europa, nella prossima primavera. Il punto è che a Salerno non hanno lo spazio e i parcheggi, le infrastrutture che troverebbero qui».

Ci sono pure quattrini che non arrivano. Come i 5,2 milioni per le Fiorentino, le Marconi e le strade… «Progetti ammissibili per il Ministero, che, tuttavia, ci considera virtuosi e non ci colloca in una posizione finanziabile. Ci siamo mossi tramite Anci, visto che faccio parte del direttivo regionale: se non posso accedere ai mutui, e non mi concedono neppure questi finanziamenti, come le realizzo le opere pubbliche?».

E i piccoli lavori d’ordinaria amministrazione? «Vorrei fare di più, ma devo fare i conti con le forze che ho: coi 38 disoccupati che sono arrivati dopo il bando regionale, possiamo fare qualcosa in più. Se potessi assumere, lo farei, ma non posso. Avevamo predisposto un piano di pulizia straordinario con Alba, ma abbiamo rinunciato perché non ci sono i 60mila euro necessari».

La vertenza Alba come andrà a finire? «Con la rottamazione delle cartelle esattoriali, abbiamo risparmiato più di due milioni. Ora bisogna metterla sul mercato, e per farlo occorre sistemarla economicamente. Vedremo cosa verrà fuori dai nuovi contratti».

Il settore del pattume è delicato… «Ci sono troppi impianti esclusi dalle procedure di valutazione. Con la giunta vogliamo adire le vie legali: bisogna prevenire, bloccare altre industrie che trattano il rifiuto. E vorremmo anche il supporto del Consorzio Asi».

Non corre buon sangue tra il Comune e l’Asi… «Noi vogliamo superare l’Asi e gestirci le aree industriali a livello comunale. Vogliamo recuperare il controllo politico del territorio. Guardi quel che a accade a Buccino per le fonderie: un sindaco esprime chiaramente un diniego, ma si ritrova costretto a dover accettare l’insediamento. È assurdo».

Asi, Regione: la Francese litiga con tutti? «Non c’è una litigiosità dura; c’è una politica presente, protesa al rispetto ed al rilancio del territorio».

Perché è così difficile portare avanti l’agenda? «È sorprendentemente difficile la burocrazia».

Per esempio? «Da due anni dico che non mi piace il campo d’inumazione: mi fa star male vedere le salme dei meno abbienti in aiuole che, quando piove, costringono i familiari a camminare nel fango per raggiungere le tombe. (Si commuove) Il rispetto per i morti è una cosa importantissima. Lo dico da due anni, e non se ne viene a capo».

Siamo a giugno 2018: cosa farà l’amministrazione entro giugno 2019? «Sistemeremo il campo d’inumazione del cimitero; garantiremo una città più pulita, nell’ottica del rilancio di Alba. E poi cercheremo di portare a termine la depurazione a Tavernola, di riparare le strade, di portare la pubblica illuminazione a via Tufariello ed in zona Lago, di dare in gestione la villetta di via Belvedere. C’è da approvare il preliminare del nuovo Puc. E faremo i bandi per gli asili comunali e istituiremo il garante della legalità, i consigli di quartiere, i consigli delle donne, le giunte in streaming».

Se domani s’andasse al voto, quanti sostenitori del 2016 sosterrebbero la Francese?

«La percentuale è in calo, ed è fisiologico. All’esterno siamo ben visti; qui, però, il cittadino vuole l’amministrazione e la pulizia. Ed io voglio dargli queste cose, ma ho bisogno di tempo. Questi due anni mi sono serviti a comprendere come funziona la macchina amministrativa: ora andremo avanti in maniera più spedita».

Un messaggio ai delusi? «Agli scontenti dico che io non sono una che dice le cose e poi non le fa. E chiedo di crederci. Non venivamo dalla politica. Ora, dopo il rodaggio, bisogna riscattarsi insieme: lo dico pensando anche a quei dipendenti che, grazie ai nuovi dirigenti, hanno riacquistato le motivazioni. Le scelte le azzecchiamo. Chi lavora in questo Comune farà parte d’una grande squadra, che riscatterà questa città».

E la giunta sarà rivisitata? «Avrei voluto durasse cinque anni: l’assessore va cambiato se non funziona; purtroppo, però, ci sono anche degli equilibri politici da mantenere. Sicuramente ci sarà qualche cambiamento in giunta: ci tengo a specificare, però, che gli assessori funzionano. Tutti».

Si cambia. Entro quando? «Per l’estate».

Il momento più difficile finora? «La diffusione sulla stampa d’un documento (quello dei pattisti, ndr), divulgato a mia insaputa da persone che credevo vicine. Lo sconforto, però, m’ha caricata. Ricordo sempre Tertulliano: “Diventiamo di più quanto più siamo mietuti da voi, perché il sangue dei cristiani è seme”».

E gli attimi più entusiasmanti? «Sono tutti belli i momenti con la fascia tricolore. M’emoziono tantissimo quando vedo i bambini, il futuro della nostra città».

10 giugno 2018 – © riproduzione riservata
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