Battipagliese, serve una svolta di Costantino Giannattasio


Da due decenni, a Battipaglia, è difficile dar vita ad una società calcistica che possa ambire ai grandi palcoscenici del professionismo. Se sport come il basket stanno rendendo onore in tutta la Penisola alla più importante città nella Piana del Sele, di certo non si può dire lo stesso del calcio.
Negli ultimi vent’anni il crollo è stato verticale. Una delle cause è da ricercarsi nei continui cambiamenti al vertice delle compagini societarie. Solo lo scorso 5 giugno, l’attuale presidente Mario Pumpo, aveva affermato, attraverso un comunicato, la rinuncia alla presidenza. Pumpo aveva denunciato la totale indifferenza dell’imprenditoria locale, riottosa ad investire quel denaro che avrebbe permesso l’allestimento di una squadra competitiva, e il mancato rispetto degli accordi stabiliti con la precedente dirigenza, targata Mario Palmentieri. In particolare, ed è questo il punto più interessante, il presidente lamentava l’abbandono da parte dell’amministrazione locale, disinteressata al futuro dei Bianconeri. Poi, però, la sindaca Cecilia Francese e, prima delle dimissioni, l’assessore allo sport Michele Gioia hanno incontrato il dimissionario staff della Battipagliese, capitanato dal rinunciatario Pumpo e dal direttore sportivo Carmine Guariglia. Secondo quanto riferito dallo stesso Pumpo, le parti avrebbero trovato l’intesa necessaria a far tornare il presidente sui suoi passi. Un nuovo accordo, quindi, è stato sancito. Nonostante il solito copione, quest’anno la Battipagliese parteciperà nuovamente al girone B del campionato di Eccellenza campana. Riuscirà la società bianconera a fare il tanto atteso salto di qualità? Appuntamento a maggio 2019.

22 giugno 2018 – © riproduzione riservata
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