Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Psicologia

Vergogna e pudore

di Daniela Landi
26 Giugno 2026
in Psicologia

Qualche giorno fa un’amica mi ha raccontato che si vergognava di dire alle sorelle, con le quali ha un rapporto di confidenza, che lei fumava. Questo piccolo spunto mi ha stimolato qualche domanda: perché ci vergogniamo? Da dove viene questa emozione e a cosa serve?

La vergogna appartiene alla categoria delle emozioni cosiddette secondarie, che si distinguono da quelle primarie perché non sono innate, ma si sviluppano attraverso l’interazione sociale. Non nascono spontanee dentro di noi, in quanto hanno bisogno del confronto con gli altri.

In questa dimensione relazionale possiamo comprendere la sua funzione evolutiva e adattiva. Per gran parte della storia umana, essere accolti nel proprio gruppo ha significato sopravvivere e, quindi, poter accedere a risorse, trovare protezione, soddisfare bisogni fondamentali. La vergogna agisce come un segnale interno che ci avverte quando rischiamo di violare le norme del gruppo e di perderne l’appartenenza. È un’emozione prosociale che ci spinge alla conformità per preservare il legame.

Ma quando iniziamo a percepire le situazioni in cui qualcosa in quello che facciamo o mostriamo è messo in discussione? Quando avviene che ci sentiamo minacciati dallo sguardo degli altri?

Dal punto di vista della psicologia analitica, la vergogna non riguarda tanto quello che facciamo, quanto quello che sentiamo di essere. Non è il gesto a fare paura, ma la sensazione di essere visti in qualcosa di sbagliato, difettoso, inaccettabile. Jung chiamò “ombra” quella parte della psiche che raccoglie tutto ciò che abbiamo rifiutato di noi stessi, come le debolezze, le pulsioni, gli aspetti che non ci permettiamo di mostrare. La vergogna è la paura di essere visti in quella zona d’ombra.

Le sue radici affondano nell’infanzia, nell’incontro tra il bambino e la figura di riferimento. Quando lo sguardo dell’adulto assume la forma del giudizio, quando l’affetto sembra subordinato al risultato, quando l’errore viene trattato come un difetto di carattere anziché come una tappa normale dello sviluppo, e il bambino impara che certi suoi modi di essere vanno nascosti. Quell’impronta non scompare crescendo, anzi, si rafforza con l’influenza dell’ambiente, le sue regole, le sue aspettative, i suoi confini tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è.

Drusilla Foer, nel suo libro Tu non conosci la vergogna, descrive questa emozione come qualcosa che immobilizza e non permette il perdono di sé. La paragona a una cantina buia chiusa dall’esterno, un luogo che inchioda. La vergogna si attiva sotto uno sguardo giudicante, reale o immaginato, e produce contrazione, ritiro, desiderio di sparire. In alternativa, l’autrice propone il pudore, che definisce con l’immagine di “una stanza piena di luce dove riposano le cose che vogliamo tenere per noi”. È una distinzione importante. Il pudore non è una vergogna attenuata, è qualcosa di diverso. Non nasconde per paura del giudizio, ma protegge per rispetto di sé, della propria intimità, di ciò che si ritiene prezioso. Mentre la vergogna è reattiva e paralizzante, il pudore è una scelta consapevole, un confine che tracciamo non perché temiamo gli altri, ma perché sappiamo cosa vogliamo custodire.

27 giugno 2026 – © riproduzione riservata

Condividi30Tweetta19

CONSIGLIATI PER TE

Stanchi, ma di cosa?

Stanchi, ma di cosa?

di NeroSuBianco
10 Luglio 2026

Sempre più spesso le persone riferiscono di sentirsi stanche. Raccontano che non è tanto una stanchezza fisica, quanto un senso di esaurimento più generale che non trova, apparentemente,...

Area PIU Europa: ieri, oggi, domani

Quando gli influencer fanno gli psicologi

di Daniela Landi
29 Maggio 2026

Da qualche anno alcuni influencer pubblicano video e contenuti dedicati alla salute mentale. Descrivono sintomi di disagi, difficoltà relazionali e problemi emotivi, usando termini come trauma, narcisismo, confini,...

Battipagliese, la corsa è finita

Comunicare senza parole

di Maria Teresa Contente
15 Maggio 2026

L’ascolto autentico resta una competenza rara, profondamente trasformativa. Non è l’annuire mentre si prepara una replica, né il tentativo di avere ragione, ma la capacità di fermarsi davvero....

RICEVI NERO SU BIANCO VIA E-MAIL

SFOGLIA IL NUMERO CHE PREFERISCI

LE FIRME DI NERO SU BIANCO

DIARIO CIVICO – di SFIDE EDITORE

  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Privacy Policy

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
  • ARCHIVIO

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650