
Maggio 1934. Nella Germania nazista, una squadra di calcio inglese, il Derby County, disputa quattro amichevoli contro una selezione della nazionale tedesca. La Germania si sta allenando in previsione della Coppa del Mondo di Calcio in Italia e gli inglesi, reduci da un ottimo campionato, sono degli sparring partner d’eccezione. Ma il tour sarà ricordato non tanto per i risultati sportivi quanto per il rifiuto di Jack Kirby, il portiere inglese, di effettuare il saluto nazista all’inizio di ogni partita.
«Io e il professore Giuseppe Foscari – ci racconta Tony Brewer – nell’ambito di una serie di riflessioni sulla storia contemporanea abbiamo analizzato lo sport come elemento sottosistemico che riflette le complessità del sistema-mondo. Alcune volte lo sport si lascia manipolare, strumentalizzare, perfino violentare dal regime politico di turno. Altre volte lo sport ha la capacità di sorprenderci. Per esempio, a proposito del calcio, Eduardo Galeano sostiene che è il regno dell’imprevedibile. Puoi cercare di controllare e manipolare ogni singolo dettaglio, ma ogni tanto salta fuori una variabile impazzita che spiazza tutti. Il Novecento ha ospitato rifiuti eclatanti e proteste clamorose: da Smith e Carlos a Città del Messico nel 1968 a Bruno Neri, il calciatore antifascista, che nel 1931 a Firenze non fece il saluto romano. La storia di Kirby si inserisce in questo filone resistenziale e nonostante le poche fonti a disposizione, abbiamo ritenuto che valesse la pena di raccontarla».
Come recita la quarta di copertina, Frammenti di un no è una piccola biografia che è anche un racconto civile: pop, accessibile, forse necessario. Un piccolo gesto che si inserisce nella Grande Storia dell’umanità e che ci ricorda come a volte la partita più importante non si gioca sul campo, ma dentro la propria coscienza.
Brewer e Foscari presenteranno Frammenti di un no il prossimo 30 giugno alle ore 19, al teatro del Bianconiglio di Eboli.
13 giugno 2026 – © riproduzione riservata

