
È stato il primo a lanciare la volata. Anzi, sarebbe più corretto dire che è partito in fuga solitaria a tanti chilometri dal traguardo. Parliamo di Michele Gioia, uomo di punta del partito di Giorgia Meloni, candidato sindaco in pectore del centrodestra. Lo abbiamo sentito per capire se la sua fuga in avanti è stata la mossa giusta.
Più di un anno fa lei annunciò di essere candidato sindaco alle comunali del 2027. Oggi che l’appuntamento si avvicina in molti si chiedono se ha cambiato idea? «Assolutamente no. Confermo la mia candidatura a sindaco di Battipaglia per Fratelli d’Italia. L’obiettivo è l’unità del centrodestra e io mi impegno a rappresentarlo al meglio. Se emergessero figure in grado di garantire unità e maggiore possibilità di vittoria, sarei pronto a fare un passo indietro. Al momento, resto in campo con determinazione. Io non mi nascondo: ho accettato la proposta del mio partito apertamente. Altri negano pubblicamente le loro ambizioni, ma si muovono poi sottotraccia usando sempre i soliti metodi della politica clientelare. Io credo in un rapporto diretto e sincero con la mia comunità. Questa è la mia natura».
Quali sono i punti del suo programma elettorale? «Le mie priorità sono chiare: il PUC per rilanciare sviluppo e coesione sociale; il lavoro, attirando nuove opportunità e tutelando quelle esistenti; e la sicurezza, con azioni decise e senza compromessi. Sul lavoro, per esempio, ho seguito e sto seguendo la questione Cooper Standard, in continuo contatto con il ministero, informando degli sviluppi i sindacati; entro l’inverno credo che possa esserci una soluzione. Sul PUC ribadisco che non ho interessi personali da tutelare, voglio un patto onesto con i cittadini. Sulla questione sicurezza non ammetto mezzi termini: interverrei con fermezza, in collaborazione con tutte le istituzioni, mettendo in campo misure di prevenzione severe e chiederei l’intervento dell’esercito».
Sviluppo, lavoro e sicurezza: e tutto il resto? «Il PUC, il lavoro e la sicurezza sono i tre pilastri da cui ripartire per la ricostruzione. Poi, ovviamente, viene il resto della “casa”: credo fortemente nello sport come collante sociale. È urgente riqualificare gli impianti sportivi. Oggi manca persino un campo di calcio agibile. Palazzetti inadeguati e l’assenza di strutture per sport emergenti come il tennis sono un problema. Massima priorità, dunque, a impianti sportivi moderni e accessibili. Di pari passo bisogna dare spazio alla cultura, con nuovi e adeguati luoghi di incontro e con eventi di rilievo».
Le scelte della sindaca Francese sono state da lei spesso criticate. Cosa avrebbe fatto di diverso? «Avrei dato priorità a interventi mirati. Invece di abbattere scuole, avrei puntato sulla riqualificazione delle stesse. Serviva una visione chiara: l’occasione irripetibile del PNRR è sfumata, lasciando meno di quanto si poteva realizzare. La fascia costiera e il tabacchificio erano due pilastri per cambiare il volto della città: la costa come risorsa turistica e ambientale, il tabacchificio come polo di innovazione. Concentrarsi su pochi progetti di impatto avrebbe trasformato Battipaglia. Purtroppo, si è persa un’occasione unica. Inoltre, ha fallito il modello civico. Non è solo colpa del civismo, ma Battipaglia deve essere guidata dalla politica. Il civismo, nelle ultime tre amministrazioni, ha mostrato tutti i suoi limiti. Senza una guida politica forte la città ha pagato un prezzo altissimo. Insieme, politica e civismo possono far bene».
Nella foto: Michele Gioia con Giorgia Meloni
13 giugno 2026 – © riproduzione riservata




