
A poco meno d’un anno dalla fine programmata del più lungo mandato sindacale nella storia battipagliese, non v’è certezza del passaggio di testimone. “Riposizionamento” è la parola chiave in seno a una maggioranza che non sarà di certo ricordata negli anni futuri quale esempio di compattezza. Perché, mentre in pubblico si discetta convintamente d’argomenti amministrativi, ad ascoltare i sussurri privati provenienti dai corridoi di Palazzo di città è sempre più facile essere persuasi del fatto che, in verità, le cause degli scossoni di fine mandato siano riconducibili alle elezioni amministrative del 2027.
Ad oggi, la prima cittadina Cecilia Francese non ha un successore naturale: in maggioranza hanno preso il via le discussioni sul futuro, e da tempo. Allo stato, è difficile immaginare strade che conducano “etici” (i fedelissimi della sindaca, quasi tutti fuori dal Consiglio comunale, che, tra l’altro, di recente hanno eloquentemente tirato a lucido la sede affacciata su piazza Aldo Moro) & friends (i tanti esponenti, amministrativi e non, che nel corso di questa consiliatura hanno affiancato la Francese) verso il centrodestra: le interlocuzioni imbastite sono tutte con Partito democratico, Partito socialista e affini. Sembrerebbe sfumata l’ipotesi d’una candidatura della vicesindaca Gabriella Catarozzo, soprattutto per uno scarso entusiasmo da parte della decennale assessora al Bilancio, che, tra l’altro, da tecnica, si sottoporrebbe per la prima volta al consenso dei cittadini, e quindi rappresenterebbe una scommessa.
A parlare con le anime della variegata coalizione, in pole, ad oggi, ci sarebbe Angelo Cappelli, presidente del Consiglio comunale, che, visti gli ottimi rapporti con i dem salernitani, corroborati soprattutto nel corso del primo dei due mandati della Francese, sta interloquendo con gli esponenti del Partito democratico e, nel frattempo, s’è riavvicinato pure alla sindaca, con la quale, nel corso di questi anni, neppure sono mancati i momenti di tensione. Solo che, sebbene nel corso delle riunioni si sia parlato della futura necessità di sottoscrivere un documento, condiviso dall’intera maggioranza, con la designazione ufficiale del prossimo candidato, l’ipotesi Cappelli non scalda diversi cuori della coalizione. Sarebbe destinata a rimanere una semplice suggestione dei mesi addietro, invece, quella legata al nome del consigliere Gianluigi Farina. In uno scenario tanto frammentato, allora, ognuno ha preso a ragionare per sé, interloquendo per conto proprio con le eminenze, battipagliesi e salernitane, dei partiti. Un peso specifico rilevante, nelle scelte future, lo avrà Andrea Volpe, consigliere regionale bellizzese, in primis per il roboante successo ottenuto in città in occasione delle elezioni per il rinnovo del parlamentino campano e pure per gli ottimi rapporti (bipartisan, tra l’altro, al punto tale che, negli ambienti vicini alla sindaca, s’ipotizza che i voti della maggioranza ad Azzurra Immediata, a discapito di Dario Toriello, alle provinciali, siano il prodotto di quelle relazioni) con molti degli amministratori battipagliesi. Solo che, in seno al centrosinistra, le ipotesi sono tante, e nessuna riscuote l’agognato consenso unanime: oltre a Cappelli, anche Luigi D’Acampora non ha mai fatto mistero di voler dire la sua; e, in uno scenario tanto frammentato, tra i vari profili vagliati resta comunque Antonio Visconti. Negli ultimi giorni, si parla pure d’una discesa “battipagliese” di Mimmo Volpe, padre di Andrea ed eterno sindaco della vicina Bellizzi, che vanta tantissimi amici ed estimatori nella capofila della Piana, dov’è di casa. Da escludere, nonostante il chiacchiericcio recente, un possibile analogo percorso da parte del primo cittadino di Olevano sul Tusciano, Michele Ciliberti.
E poi, in barba alla strenua linea d’opposizione alla Francese, portata avanti da sempre, nella coalizione di governo alcuni gradirebbero comunque una candidatura a sostegno d’un aspirante sindaco come Valerio Giampaola, consigliere di Civica Mente, movimento assai vicino a Volpe jr. La lotta di successione, ad ogni modo, ha già portato alla fuoriuscita dell’ex assessore Egidio Mirra dallo staff della sindaca: alcuni dei consiglieri di maggioranza lo ritenevano un corpo estraneo fin dal giorno in cui Salvatore Anzalone, che più di tutti aveva contribuito al suo ingresso in giunta, ruppe con Francese e i suoi. Negli ultimi sei mesi, la discussione a riguardo s’è fatta più intensa, fino alle dimissioni delle idi d’aprile. Per ora non è prevista la sostituzione, dopo che la stampa ha “bruciato” il nome d’un avvocato di Salvitelle.
Per quel che riguarda gli alleati ingombranti delle ultime amministrative, ad ogni modo, Anzalone e gli altri volti storici del centrosinistra battipagliese potrebbero riavvicinarsi al Pd, seppur assicurandosi l’autonomia dal Salernitano che li ha contraddistinti in passato, mentre il gruppo dell’ex consigliere Marco Campione guarda con interesse al “listone” della Francese, laddove l’eredità venisse raccolta e non rimanesse giacente.
30 aprile 2026 – © riproduzione riservata




