
C’è un periodo preciso durante la stagione calcistica che risuona nelle orecchie di molti un solito, vecchio ritornello: “Ci vogliono tre, quattro persone per completare la rosa”. Bene, quel periodo preciso giunge solitamente a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre. Lo ricordava bene il maestro Renato Di Lascio, giornalista di vecchio corso, in un suo vecchio editoriale di circa trent’anni fa. Ringrazio pubblicamente l’amico che me ne ha fatto memoria. Passano gli anni, i decenni; cambiano le presidenze, i calciatori, gli allenatori ma quel ritornello risuona prepotentemente sempre, ogni anno, ogni maledettissimo anno. E quest’anno, ovviamente, non fa eccezione. Umanamente, però, mi viene di andare controcorrente stavolta per due semplici motivi. Il primo: quest’anno la Battipagliese, per bocca del suo presidente Massimiliano Corrado, ha messo come obiettivo stagionale un centro classifica tranquillo o, al massimo, un piazzamento playoff.
Il secondo: la Battipagliese in questo primo scorcio di stagione ha dimostrato di essere fortemente camaleontica sia nella disposizione tattica (4-2-3-1, 4-4-2, 3-5-2) che negli uomini. È mancato Olmos? Ha giocato, e bene, Lanzillotti. È mancato Vitale? Ha giocato, e bene, Capone. È mancato Suozzo? Ha giocato, e bene, Boffa. È mancato Faraula? Ha giocato, e bene, Suozzo. Per non parlare dell’ampio turnover fatto dal tecnico Gennaro Bruno durante le gare di coppa Italia contro Pontecagnano e Angri, senza snaturare la squadra e i risultati finali ne sono una semplice conseguenza. La Battipagliese gioca bene, punto. Lo fa sia con il suo undici titolare e sia con le cosiddette riserve. La seconda posizione nel computo dei gol fatti, e la terza in quella dei gol subiti, testimoniano una solidità sia in fase difensiva che in quella offensiva.
Sabato trasferta a Telese Terme (squadra neopromossa e molto scorbutica soprattutto in casa: per informazioni chiedere all’Angri surclassato a Benevento per 3 a 0) e poi scontro casalingo con il Pro Poggiomarino degli ex Catalano e Nuvoli. Altro step, altri quindici giorni per capire realmente cosa può fare da grande la Battipagliese e che ruolo può avere realmente in questo campionato.
Permettetemi, e chiudo, una nota a margine sul capitano Ciccio Ripa. Si, è vero, in ogni articolo ci sono sempre almeno due righe dedicate alle sue gesta, ma è doveroso visto quello che fa ogni domenica in campo. Alla soglia dei 41 anni, qualcuno dice che sia vecchio per continuare a giocare a calcio (che poi questa storia che i classe 1985 siano vecchi me la devono spiegare). Ma vi invito, per l’ennesima volta, a vederlo giocare dal vivo. Un vecchio istruttore di scuola calcio avrebbe detto: “Può giocare bendato”. Sì, è vero, Ripa, anche quest’anno, può giocare bendato.
10 ottobre 2026 – © riproduzione riservata




