
Il Centro è stato allocato nella struttura di via Coppi, nel popoloso quartiere di Belvedere, e inaugurato, per la seconda volta, pochi giorni fa. Questa volta però con l’attivazione dei servizi. A gestirlo è la cooperativa sociale Csm. Realizzato nell’ambito degli interventi del Programma Integrato Città Sostenibile di Battipaglia, (il cosiddetto Pics) finanziato attraverso l’Asse Sviluppo Urbano del POR Campania FESR 2014-2020, fu inaugurato una prima volta il 19 marzo 2024. I lavori furono terminati a tempo di record per non perdere i finanziamenti, ma l’attivazione dei servizi è stata molto più lunga e complessa.
L’edificio, sviluppato su un unico livello per una superficie coperta di circa 975 metri quadri, ospita vari ambienti destinati a tre principali aree di attività: l’informazione, il sostegno alle competenze genitoriali, lo sviluppo delle risorse familiari e comunitarie. La struttura, realizzata per rispondere alle specifiche esigenze dei fruitori, è divisa in ambienti dedicati all’accoglienza e all’informazione, con spazi riservati per colloqui, oltre ad aree attrezzate per attività formative e counseling genitoriale. Inoltre, ci sono spazi all’esterno dedicati alle attività ludiche dei minori.
Un iter burocratico molto lungo, come lungo è stato quello per l’avvio operativo del Piano di zona oggi gestito dal Consorzio Tusciano Solidale che raggruppa i tre comuni di Battipaglia, Bellizzi e Olevano sul Tusciano. Per essere pienamente operativo, infatti, il Centro famiglia necessitava di figure specializzate che potessero diventare un riferimento costante per le famiglie e i minori. Si è giunti così, grazie all’affidamento alla Csm Service, alla seconda inaugurazione, quella del 22 maggio 2026.
Per usufruire dei servizi offerti dal Centro famiglia ci si dovrà comunque rivolgere ai Servizi sociali dei tre Comuni che stabiliranno le effettive necessità attraverso la “porta unica di accesso”. Prima di questa apertura “ufficiale” il Centro ha già iniziato, un po’ in sordina, a erogare alcuni servizi proprio per testare le reali esigenze dei tre comuni dell’ambito.
«Siamo aperti dal lunedì al venerdì – spiega Antonella Giarletta, progettista sociale della Csm – e abbiamo tutte figure professionali specializzate: una coordinatrice, tre psicologi, due educatori e tre mediatori familiari. Con questo team possiamo offrire un percorso a tutto tondo. Ad esempio a genitori single o divorziati, a minori con difficoltà di vario tipo, a donne vittime di violenza. Si va dalla mediazione familiare ai minori tribunalizzati che al momento sono, purtroppo, la maggior parte. Ogni caso va trattato con la massima delicatezza e privacy. Gli spazi sono distinti e si riceve per appuntamento».
Finalmente, dunque, l’ambito sociale nato ufficialmente nel luglio 2021 con la scissione dal vecchio Piano di zona e la creazione del nuovo ambito S04 1 è in grado di offrire servizi fondamentali alle famiglie dei tre comuni.
30 maggio 2026 – © riproduzione riservata




