Un polo d’inclusione sociale

Si scrive Passepartout, si legge centro polifunzionale per l’inclusione sociale. Parliamo di un ampio locale sito in via Leopardi a Battipaglia, confiscato anni fa alla criminalità organizzata. Il progetto, promosso dalle ACLI provinciali di Salerno in collaborazione con Aries Cooperativa Sociale, ha come obiettivo la realizzazione di un polo stabile di inclusione sociale, dedicato alle persone in condizione di fragilità e marginalità. L’intento è restituire alla comunità uno spazio rigenerato e aperto, in cui i diritti sociali, la legalità e la cittadinanza trovano una traduzione concreta nei servizi.
L’intervento prevede accoglienza e orientamento, con sportello informativo e di supporto per cittadini stranieri, assistenza nelle pratiche amministrative e di soggiorno, accompagnamento ai servizi territoriali. Poi, corsi di lingua italiana, corsi di lingua d’origine, percorsi di educazione civica e laboratori di dialogo interculturale, servizi di prossimità sanitaria, percorsi di reinserimento per persone escluse dal sistema di welfare.
Il progetto valorizza una collaborazione tra la Consulta dei Popoli comunitari ed extracomunitari del Comune di Battipaglia, la Moschea di Battipaglia, il Tempio Sikh, l’Associazione Marocco Italia e l’Associazione Ubuntu Nuove generazioni italiane. Passepartout è quindi un modello di welfare comunitario fondato su legalità, partecipazione e inclusione, capace di restituire al bene confiscato una funzione sociale e simbolica: da spazio sottratto alla criminalità a spazio restituito alla collettività.
Soddisfatta la sindaca Cecilia Francese che, anche a nome dell’Amministrazione comunale, ha così commentato: «La tutela della legalità rappresenta per noi un pilastro fondamentale e in questo ambito rientra senza dubbio la valorizzazione e il riuso dei beni confiscati. È innegabile che tali patrimoni, sottratti alla criminalità organizzata, siano il simbolo tangibile della ricchezza che è stata tolta al nostro territorio, non solo da un punto di vista economico, ma anche di immagine. A causa delle azioni di pochi, infatti, un’intera comunità rischia di essere etichettata negativamente, pur essendo composta in gran parte da persone oneste e laboriose. Tuttavia, riqualificare e destinare questi immobili a un uso pubblico o sociale non è un processo semplice. Questo bene, affidato ad Acli e Aries, è destinato a essere punto di riferimento per le persone più fragili, affinché possano diventare indipendenti e partecipare da protagonisti alla vita della comunità. Sono immensamente soddisfatta che abbia trovato una destinazione così significativa».
8 novembre 2025 – © riproduzione riservata





