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Un cavallo rampante o di Troia?

di Stefania Battista
3 Settembre 2020
in Articoli

[di Stefania Battista]

Torna a far discutere la delibera 13 del 6 agosto pubblicata dall’Eda, l’Ente d’ambito cui toccherà la gestione del ciclo rifiuti in provincia di Salerno. Reclamizzata come la delibera del “miracolo”, quella cioè che avrebbe dovuto finalmente porre uno stop al previsto impianto di compostaggio all’interno dell’ex Stir battipagliese, pare invece che il documento contenga quello che secondo alcuni è “un cavallo di Troia”. È questa, perlomeno, l’interpretazione che ne danno i comitati cittadini e anche alcuni esponenti politici del centrodestra. Sotto accusa alcuni passaggi. Il primo è proprio il titolo che chiarisce, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che si tratta di un mero “atto di indirizzo”. Un atto cioè che senza la modifica del Piano regionale dei rifiuti è poco più di un consiglio, non certo una decisione inoppugnabile. 
Il secondo passaggio della delibera che ha suscitato perplessità riguarda la necessità del revamping, cioè dell’ammodernamento dell’impianto che risulta “vetusto”; revamping che “… potrebbe interessare anche le aree destinate a ospitare l’impianto di compostaggio, in particolare mediante l’utilizzo dei predetti spazi per potenziare il processo di stabilizzazione della frazione umida e per effettuare un aggiornamento tecnologico volto a migliorare il recupero delle frazioni riciclabili presenti all’interno del rifiuto trattato”. Insomma l’ex Stir continuerà a trattare l’umido restante dalla differenziazione e dovrebbe anche occuparsi del riciclo di altre frazioni di rifiuto non meglio identificate. 
Si ammette dunque che l’impianto è vetusto e non adeguato alle moderne tecnologie, tanto che bisognerà migliorare anche la “componente ambientale soprattutto in materia di emissioni”. Parte del fetore che si sente in città, dunque, proviene proprio dal Tmb di Battipaglia (l’ex Stir). 
Ma è il terzo passaggio quello che ha scatenato un vero e proprio vespaio di contestazioni. “L’area del Tmb di Battipaglia, denominata Mva, presso cui è attualmente prevista la realizzazione dell’impianto di compostaggio, potrebbe essere utilizzata anche per aumentare la capacità di stoccaggio a servizio del Tmb nei periodi di manutenzione del Tmv di Acerra (il termovalorizzatore, ndr)”.
Capacità di stoccaggio a cui la Provincia ha fatto già ricorso con ordinanze di emergenza ogni volta che il termovalorizzatore era in panne o in manutenzione, tanto che ad oggi risultano stoccate, proprio in quella stessa area – e lo si legge nella stessa delibera dell’Eda – ben 11mila tonnellate di ecoballe, quelle che hanno finora impedito la realizzazione dell’impianto di compostaggio. 
Di qui l’indignazione di Raffaele “Cucco” Petrone che, per conto del Comitato Battipaglia dice no, ha commentato: «Un deposito per lo stoccaggio dei rifiuti di tutta provincia quando Acerra rallenta. Questa è la storica e miracolosa decisione? Se non ci pigliamo il compostaggio diventiamo lo stoccaggio di tutta la provincia?».
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Valerio Longo. «Un pasticcio che il sindaco e taluni esponenti della sua amministrazione cercano disperatamente di coprire con frottole a cui non crede più nessuno. Se Battipaglia è area satura, come attestato con dati scientifici in una recente deliberazione provinciale, è necessario ridurre e non aumentare la previsione di lavorazione o stazionamento di rifiuti di ogni tipo in città». 
Annalisa Spera di Fratelli d’Italia rincara la dose: «Noi gradiremmo sapere quale posizione questa amministrazione intende assumere rispetto alla delibera dell’Ato, quali azioni intende compiere a salvaguardia della salute dei cittadini e del loro, del nostro, diritto alla salubrità».
Dopo due giorni arriva la risposta della sindaca Cecilia Francese che, dopo una disamina degli elementi positivi contenuti nella delibera dell’Eda, afferma: «Nella parte narrativa della delibera dell’Ambito, si fa riferimento alla richiesta della Regione di prevedere all’interno di ogni Stir, spazi dove stoccare le ecoballe in caso di rallentamento e/o interruzione dell’attività del termovalorizzatore di Acerra, la qual cosa ha suscitato grande scandalo da parte di chi dimentica che questo già avviene, perché quando il termovalorizzatore rallenta per la manutenzione, le ecoballe rimangono stoccate negli Stir che le producono. Come è già avvenuto nel 2018 e 2019. Va ricordato che quello che viene stoccato è il rifiuto trattato nello stesso Stir e non altro aggiunto».

5 settembre 2020 – © Riproduzione riservata

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