Stefano Romano: «Sarò sempre Con Cecilia»

Le priorità del nuovo vicesindaco di Battipaglia, assessore alla legalità, agli affari generali e al personale

L’Arma e la legge, il volontariato e il commercio. C’è tutto questo nel curriculum di Stefano Romano, classe 1976, nuovo vicesindaco di Battipaglia. L’avvocato è stato per anni volontario del Nucleo comunale di Protezione Civile; tra il 2000 e il 2001 ha indossato l’uniforme di carabiniere ausiliario; poi, in un’azienda di import ed export di prodotti agroalimentari, è stato il responsabile dell’ufficio acquisti; alla fine la toga d’avvocato. Ha sposato il progetto Etica fin dagli albori, e nel 2016, con 121 voti, è stato eletto consigliere comunale. Ai primi di luglio l’ingresso in giunta.

Un altro consigliere che diventa assessore…
«Un passaggio che significa conoscenza dei meccanismi comunali e rappresentanza in amministrazione dell’indirizzo politico».

Lei, però, era titubante. Come s’è convinto?
«Sono un uomo di partito, che segue quel che il partito chiede a chi è stato eletto. M’hanno richiesto la disponibilità ed io, con responsabilità, ho accettato l’incarico e le deleghe».

Ci sono già queste deleghe?
«In linea di massima sì, ma saranno ufficializzate più in là, dopo lo scorpamento di alcune di esse. Io dovrei occuparmi di legalità, affari generali e personale».

L’avvocatura è davvero il vulnus comunale, come dicono dall’opposizione?
«Assolutamente no. Non è l’avvocato che crea i problemi: lo fa quando commette un errore e, nei casi in cui è il settore Avvocatura a sbagliare, allora si deve vagliare di volta in volta. Eppure gli errori d’ogni causa sono a monte. Se, per esempio, il cittadino inciampa in una buca e l’Avvocatura perde la cause, il problema è la mancata riparazione del fondo stradale, che non dipende dall’area legale. Poi, quando arrivano le sentenze, s’addita l’avvocatura; in molti casi, però, l’errore è a monte».

Tanti soldi vanno via per le buche…
«Uno dei miei principali obiettivi è stilare quel Regolamento dei sinistri al quale stava già lavorando l’ex assessore Laura Toriello; bisogna avviare delle indagini per comprendere i rischi di perdita d’ogni causa, perché nei casi in cui sono maggiori di quelli d’una vincita bisogna andare in transazione. Così si risparmiano molti soldi».

Oltre al Regolamento dei sinistri, quali sono le priorità?
«Bisogna potenziare gli uffici con un amministrativo in più. E poi, fin da subito, dobbiamo presentare opposizione ai decreti ingiuntivi riguardanti l’ampliamento del cimitero».

Le farmacie comunali saranno nuovamente gestite da Palazzo di Città?
«Diffideremo immediatamente il Cofaser per riprendercele. Dobbiamo trovare un accordo col Cofaser: la vicenda è allo studio, ma bisogna dare impulso all’ufficio».

E i principali obiettivi negli affari generali?
«Attuazione del servizio civile, potenziamento dell’ufficio anagrafe, che non va siberializzato ma dev’essere spostato nella sede comunale. Si tratta d’un ambito enorme, e ci sono così tante idee: per realizzarle sarò affiancato da uomini esterni che pure hanno tantissime ottime proposte».

Affiancato in che modo?
«Non voglio anticipare. Mi limito a dire che nel nostro movimento ci sono cittadini con tanta inventiva».

Pensare all’anagrafe rimanda ai giurassici tempi d’attesa per prenotare un appuntamento per il rilascio della carta d’identità…
«Non sono tempi giurassici, sono normali. Ora so che i cittadini mi sbraneranno, ma mi spiego meglio. Si chiama il numero verde, che ti dice quando andare, oppure si va a fare la fila. Quando si va a fare la fila, però, salta il server, e a questo s’aggiunge pure il problema della penuria di dipendenti: bisogna intervenire potenziando i server, con un nuovo gruppo di continuità molto forte, implementando il personale dell’ufficio, facendo arrivare una nuova unità, e prendendo un’altra macchina».

Delega al personale: come si valorizzano i dipendenti del Comune?
«Efficientare il personale vuol dire renderlo felice del lavoro che svolge. Se c’è qualcuno che è scontento, bisogna intervenire. Un po’ di rotazione non fa male, ovviamente, ma per farla bisogna appoggiarsi ai dirigenti, che non vanno mai scavalcati e che devono sapere quali dipendenti lavorano tanto e chi, invece, ha delle difficoltà a farlo».

Questa crisi politica rientrerà?
«Io mi appello alla responsabilità dei consiglieri comunali. Bisogna ricordare il ruolo che si svolge e perché si sta lì. M’appello a loro, affinché quest’amministrazione possa concludere il quinquennio: sarebbe la prima volta per Battipaglia, e servirebbe a dare stabilità al Comune, a spianare la strada a chi verrà dopo, a consentire agli uffici di riabituarsi alla politica. Ben venga che i consiglieri chiedano spazi in giunta, ma facciano nomi di persone preparate!».

Come ha vissuto lo strappo coi tozziani?
«Non l’ho seguita da vicino, la vicenda: me ne sono tenuto alla larga, visto che si tratta comunque di amici. Di sicuro hanno avuto una loro logica nel tirarsi tutti indietro: non hanno voluto che diminuisse la loro rappresentanza in giunta. Giustamente, o ingiustamente, hanno ritirato tutte le deleghe: il commento spetta agli analisti. Quel che è certo è che, se Tozzi vuol fare il sindaco alle prossime elezioni, deve per forza intraprendere un cammino alternativo rispetto a quello della Francese, che pure si ricandiderà».

Nel portafogli, Romano ha la tessera di Leu: la sua nomina può fare da apripista al partito di Federico Conte?
«Quei valori socialisti e d’anarchismo filosofico, con l’assenso dello Stato e la partecipazione di tutti i cittadini, li porto dentro al cuore: non c’è bisogno della tessera. Tuttavia io vengo da un gruppo politico, “Con Cecilia”, capeggiato da Pino Bovi, e non mi permetterò mai, da assessore, di fare quel tipo di politica, di chiedere l’istituzione d’un gruppo consiliare LeU. Rappresento i consiglieri di “Con Cecilia” e rappresenterò loro sempre».

Tra un anno parleremo d’una giunta migliore di quella precedente?
«Lo spero. C’è tanto entusiasmo e voglia di fare, ma non perché bisogna superare la giunta precedente, che ha fatto tanto: i nostri predecessori ci hanno spianato un’autostrada, e noi dobbiamo andare avanti su quel tracciato, sperando d’ottenere sempre risultati migliori. E portando avanti pure i progetti avviati dai precedenti assessori».

E a chi storce il naso per un consigliere eletto con 121 voti che diventa vicesindaco?
«Giusto che la pensino così, visto che vengo dopo un vicesindaco che ha preso 6mila voti. Tuttavia, se la sindaca avesse voluto ragionare in termini di consensi elettorali, dopo Tozzi il vice avrebbe potuto farlo soltanto Pino Bovi, che però non ha tempo. Quel che è certo è che è prerogativa d’un sindaco scegliere il vicesindaco: lei ha scelto me. Ed io la ringrazio».

13 luglio 2018 – © riproduzione riservata
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