Risanamento meritato: da chi?

31 milioni di euro per risanare le finanze comunali. Il frutto di oculate politiche, secondo la sindaca Cecilia Francese; un sussidio per gli enti in grave difficoltà, per Maurizio Mirra e Bruno Di Cunzolo

“In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 115 del 2020, per favorire il risanamento finanziario dei comuni il cui deficit  strutturale è imputabile  alle  caratteristiche socio-economiche della collettività e del territorio e non a patologie organizzative, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, da ripartire tra i comuni che hanno deliberato la procedura di riequilibrio e che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano avere il piano di riequilibrio approvato e in corso di attuazione, e l’ultimo indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM), calcolato dall’ISTAT, superiore a 100 e la relativa capacità fiscale pro capite, determinata con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze risulta inferiore a 395”. È questo il testo dell’articolo 53 del cosiddetto Decreto Agosto che è alla base dell’erogazione in favore del Comune di Battipaglia dei fondi per il risanamento del deficit strutturale. Battipaglia, che ha aderito al piano di riequilibrio finanziario nel 2013 per evitare la dichiarazione di dissesto che avrebbe paralizzato del tutto l’ente, ha dovuto perciò non solo applicare le aliquote dei tributi al massimo, non ha potuto accendere mutui per opere pubbliche, ha dovuto mettere in vendita i beni del patrimonio comunale, ed è costantemente sottoposta al controllo della Corte dei Conti. Ma il Decreto Agosto ha voluto “aiutare” i comuni che, oltre ad aver attivato il piano di riequilibrio, hanno dimostrato un “indice di vulnerabilità sociale e materiale” calcolato direttamente dall’Istat. Ciò significa che in città in questi ultimi anni è cresciuta notevolmente la povertà, che non vengono erogati sufficienti servizi, che, insomma, la qualità di vita dei battipagliesi è scesa al di sotto di limiti accettabili. Infatti tra i comuni ad aver presentato domanda di accesso ai fondi la città si è collocata addirittura al secondo posto tra oltre 400 enti locali che rientrano nei parametri stabiliti dal Ministero dell’interno. 

Ad annunciare con entusiasmo l’arrivo dei fondi al Comune la sindaca Cecilia Francese: «Tali risorse straordinarie  sono destinate a consentire “il risanamento finanziario” dei comuni assegnatari. Battipaglia potrà, quindi, ripianare completamente il disavanzo pregresso inserito nel proprio piano di riequilibrio. Potremmo uscire anticipatamente dalla condizione di comune in riequilibrio finanziario e liberarci, quindi, dei vincoli che questo comporta in termini di tariffe comunali al massimo, di limitazioni sulle assunzioni e di impossibilità a contrarre mutui per realizzare opere pubbliche. Una bella notizia quindi per la nostra città. L’assegnazione, inoltre è avvenuta sulla base dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale e sulla base della capacità fiscale. A tal proposito abbiamo letto qualche “polemicuccia”, frutto di una sconsolante lettura approssimativa della normativa, tesa a volgere in negativo un dato che, invece, consentirà al Comune di Battipaglia di tornare a programmare liberamente il proprio futuro».
La cifra da ripianare secondo i dati in possesso del governo ammonta a circa 39 milioni di euro. Al Comune sono stati quindi attribuiti circa 15 milioni per il 2020, 7 nel 2021 e altrettanti nel 2022. Quindi se uscita dal disavanzo ci sarà, e a verificarlo dovrà essere la Corte dei Conti, è difficile che possa avvenire prima del 2022. Anche se la sindaca e l’assessore Catarozzo ritengono che, poiché parte del debito è già stata pagata, l’uscita potrebbe avvenire già nella prossima primavera. 
Ma quel che ha suscitato polemiche tra le forze politiche è stata la rivendicazione di un “merito” da parte della prima cittadina per aver ricevuto i fondi ministeriali.

«L’attuale amministrazione non ha fatto nulla, tranne ricevere fondi che, indipendentemente dalla propria azione, sarebbero stati erogati, come ad esempio i famosi PICS – spiega il fondatore e futuro candidato sindaco di Civica Mente, Maurizio Mirra, che continua – Anche i famosi 15 milioni di euro, sbandierati dalla sindaca, non sono frutto di una attenta attività di gestione dell’ente ma di erogazioni effettuate dallo Stato a favore di enti strutturalmente deficitari, che a seguito dell’emergenza Covid non riescono a garantire le minime forme di assistenza. Pertanto, ristabiliamo la verità: le condizioni in cui l’attuale amministrazione ha trovato l’ente non erano obiettivamente idilliache, ma nulla è stato fatto per andare oltre i meri obblighi previsti dalla legge al fine di poter ovviare a tale situazione, con conseguenze nefaste sulla qualità dei servizi, sulla vivibilità e sulla crescita di Battipaglia». 
Ma Mirra non è l’unico a stigmatizzare la ricostruzione dei fatti e le dichiarazioni di Cecilia Francese.

Anche l’architetto Bruno Di Cunzolo, da poco tornato a intervenire nel dibattito politico in città, ha perplessità sull’utilizzo dei fondi statali: «La sindaca ha dichiarato che questi fondi serviranno a colmare i debiti creati con espropri sbagliati. Ma perché non farli pagare ai responsabili se davvero hanno sbagliato? E perché utilizzare fondi che la città riceve a causa di ben sette indicatori di vulnerabilità sociale e materiale, cioè di una grave sofferenza dei cittadini, per debiti del Comune piuttosto che per aiutare le famiglie ad uscire dal baratro?».   

Stefania Battista

Nelle foto: Cecilia Francese, Maurizio Mirra, Bruno di Cunzolo

5 dicembre 2020 – © Riproduzione riservata

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