Reflusso gastroesofageo: un aiuto dalla natura | di Simona Otranto

in aumento, negli ultimi anni, le persone affette da reflusso gastroesofageo. Si manifesta quando il contenuto dello stomaco, inclusi gli acidi gastrici, risalgono nell’esofago provocando una serie di sintomi sopportabili e alcune complicanze più o meno gravi: bruciore di stomaco, rigurgiti acidi, dolore addominale, alitosi, cattiva digestione, raucedine, tosse stizzosa secca e persistente dovuta all’irritazione delle mucose delle vie aeree superiori. Nei casi più gravi anche stenosi e ulcerazione dell’esofago. Lo stress, le cattive abitudini alimentari, il fumo, il consumo di alcolici, il sovrappeso e l’obesità, l’abuso di farmaci antinfiammatori nonché una predisposizione familiare e genetica ed alcune malattie come il diabete, sono tra i fattori principali che ne favoriscono l’insorgenza. Circa il 40% della popolazione attualmente ne soffre: quasi una persona su due! 
Per tamponare i sintomi da reflusso si utilizzano comunemente farmaci antiacidi o antisecretivi, in particolare inibitori di pompa protonica sotto forma di molecole come omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo. Questi farmaci, palliativi, risultano essere inefficaci nel 25 % delle persone affette dal disturbo. Inoltre, il loro uso ed abuso a lungo termine causa anche diversi effetti indesiderati, come infezioni intestinali, malassorbimento di vitamine e minerali, in particolare di ferro, magnesio e vitamina B12. 
Per alleviare i sintomi, prioritariamente è indispensabile modificare le abitudini e i comportamenti che favoriscono la comparsa dei sintomi. Si consiglia di evitare di coricarsi subito dopo i pasti, di ridimensionare il consumo di alcolici, cioccolata, caffè, tè, bevande gassate, fritture, farmaci antinfiammatori e, soprattutto, non fumare. Di seguito una rassegna di rimedi tradizionali, naturali, alternativi ai farmaci citati, utili a gestire la fastidiosa sintomatologia.
La radice di liquirizia (Glycyrrhiza glagra) è una delle piante maggiormente efficaci contro il reflusso. Alcuni principi attivi contenuti in questa pianta (in particolare glicirrizina, acido glicirretico, alcuni flavonoidi) hanno spiccata attività antinfiammatoria sulle mucose di stomaco ed esofago. Può essere utilizzata sotto forma di decotto. Anche il puro succo è efficace. Sconsigliata però negli ipertesi in quanto il consumo eccessivo tende ad alzare la pressione.

Camomilla (Chamomilla matricaria) e Aloe (Aloe vera) hanno la medesima funzione.
Le piante a contenuto di mucillagini come la Malva (Malva sylvestris), l’Altea (Althaea officinalis), la Piantaggine (Plantago spp.),tanto per citarne alcune, risultano anch’esse efficaci. Le mucillagini hanno, infatti, azione lenitiva sulle mucose infiammate ed inoltre formano uno strato protettivo sulle pareti stesse di esofago e stomaco.  Il gemmoderivato di Ficus carica assunto in poca acqua prima dei pasti aiuta a normalizzare la motilità e la secrezione gastroduodenale. 
Come accennato il reflusso gastroesofageo è altresì correlato allo stress, pertanto è opportuno intervenire anche sulla sfera emotiva con l’utilizzo di piante ad azione calmante, come ad esempio il Tiglio (Tilia tomentosa) o la Melissa (Melissa officinalis).

Concludiamo riportando la ricetta di una tisana tradizionale da poter utilizzare nel trattamento del reflusso gastroesofageo.

TISANA ANTIREFLUSSO
– Liquirizia radice 40g
– Malva fiori e foglie 35g
– Fieno greco semi 25g

Decotto: un cucchiaio della miscela in 300 ml d’acqua. Bollire a fuoco lento con coperchio per 10 minuti. Lasciare intiepidire. Filtrare e bere a digiuno.

Simona Otranto, erborista

16 gennaio 2021 – Riproduzione riservata

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