Qualunquemente (di Francesco Bonito)

Ho scommesso una cena con un amico imprenditore, uno che segue con attenzione le vicende politiche battipagliesi, e l’ho persa. Lui sosteneva che Santomauro avrebbe nominato assessore Cuozzo junior (figlio del consigliere comunale Pino Cuozzo), io ero convinto del contrario. “È troppo furbo per commettere una simile imprudenza, per compiere un atto unanimemente riconosciuto inopportuno” gli avevo detto; invece ho perso la scommessa. Non pensavo che il primo cittadino promuovesse sul campo un ventenne reduce da un’esperienza non esemplare, travolto dalle polemiche per il suo discutibile operato nel decaduto Forum dei Giovani, sfiduciato dai suoi pari per la nota vicenda della pista di pattinaggio sul ghiaccio. Mi sbagliavo, ho sopravvalutato qualcuno.
Avevo scritto un altro articolo [la notizia della nomina è arrivata a giornale chiuso], convinto di non dover commentare l’ennesimo rimpastino, l’ultimo premio di fedeltà. Nel pezzo cestinato scrivevo che la “promozione” di Cuozzo junior sarebbe stata una forzatura, a meno che… non si fosse trattato del primo passo di un percorso strategico capace di stravolgere la fisionomia della maggioranza e preparare uno scenario politico oggi apparentemente assurdo. Ma ora, questo primo passo sembra fatto. Partiamo da un dato indiscutibile: Santomauro è già in campagna elettorale, lo ha dichiarato più volte e lo conferma la creazione di quel comitato elettorale permanente formato dai 28 componenti del suo staff (lavoratori volontari, a titolo gratuito, salvo vertenze ex post) che agiscono sul territorio in nome e per conto del capo. Nella futura corsa alla rielezione nessuno al momento sembra avere la forza di contrastarlo, né a destra né a sinistra. Resta un solo problema da superare: la consistenza della coalizione che dovrebbe sostenerlo, visto che l’area di centrosinistra è a Battipaglia storicamente perdente e certo Santomauro non vorrà ripetere la travagliata esperienza di essere eletto “sindaco di minoranza”. Come superare quest’ultimo ostacolo sul cammino verso la rielezione? La prima condizione necessaria è quella di “diluire” la colorazione partitica dell’attuale maggioranza: già fatto! Ormai anche i bambini sanno che Santomauro è un sindaco “civico” (dichiarazione che fa incavolare quelli del PD), ma sebbene incavolati i Lascaleias e Mirra ingoiano bocconi amari e restano fedeli al loro candidato; a meno che… Giannino non tiri troppo la corda e – come spesso accade nelle coppie quando non si ha il coraggio di lasciare il partner – li metta con le spalle al muro, compiendo ulteriori atti che costringano il PD e magari l’IDV a lasciare definitivamente la maggioranza. Fate attenzione: è sufficiente che i partiti (cioè le sigle) escano dalla maggioranza, i consiglieri (e i relativi assessori) possono tranquillamente restare al loro posto; è già successo e succederà ancora. Un Santomauro abbandonato dai “comunisti” sarebbe libero di ricollocarsi un po’ più a destra e potrebbe essere accolto con minore scandalo dal PDL o da pezzi della coalizione di centrodestra, i suoi ex avversari. E così, la seconda condizione necessaria ma anche sufficiente per una comoda rielezione sarebbe soddisfatta. Santomauro potrebbe ripresentarsi per il secondo mandato alla testa di un’invincibile armata, una “grossa coalizione” che garantirebbe al riconfermato sindaco e ai suoi consiglieri mani libere per agire per il bene della città, senza rimpasti ogni sei mesi, senza turnover. Risolto anche il problema del gruppetto di consiglieri-questuanti che assillano il sindaco, addio alla faticosa politica del divide et impera. Finalmente una maggioranza schiacciante e meno litigiosa guidata da un sindaco che ha già dimostrato di saper accontentare i suoi fedelissimi. Staremo a vedere.
Qualunquemente, al di là di scenari futuri, nel presente a me tocca pagare la scommessa persa, al giovane neo-assessore dimostrare di meritare la delega alle pari opportunità e non all’opportunismo.

Francesco Bonito

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