Politica e appalti: non ci fu infiltrazione criminale
[di Carmine Landi]
Si chiude, almeno in primo grado, uno dei procedimenti giudiziari più lunghi e complessi che hanno interessato Battipaglia negli ultimi decenni. Le toghe della Prima sezione penale del Tribunale di Salerno, presieduta dal giudice Domenico Diograzia, hanno pronunciato la sentenza nei confronti dell’ex sindaco Giovanni Santomauro e degli altri imputati coinvolti nell’inchiesta che, a partire dal 2013, aveva ipotizzato un sistema illecito di gestione degli appalti pubblici con presunti collegamenti con ambienti della criminalità organizzata. Il collegio giudicante ha disposto l’assoluzione di Santomauro dalle accuse di turbativa d’asta, concussione sessuale, abuso d’ufficio e dall’aggravante del metodo mafioso. È stata invece inflitta all’ex primo cittadino una condanna a due anni di reclusione, con pena sospesa, per il solo reato di tentativo di fare assumere un lavoratore in stato di bisogno. Avverso questa sentenza di condanna la difesa (avvocati Cecchino Cacciatore e Andrea Di Lieto) ha già annunciato il ricorso in appello.
Assoluzione piena per tutti gli altri imputati. Escono completamente dal processo i dirigenti comunali Pasquale Angione e Fausto Dragonetti, per i quali la Procura aveva chiesto condanne a due anni. Assolti anche gli imprenditori Nicola Madonna e Attilio Guida, per i quali erano state avanzate richieste di condanna a quattro anni ciascuno. Per l’allora assessore Salvatore Anzalone, difeso dall’avvocato Michele Tedesco, la Procura aveva già formulato richiesta di assoluzione.
L’impianto accusatorio, sostenuto in requisitoria dal pm Elena Cosentino, ruotava attorno a presunte irregolarità negli appalti per il completamento della casa comunale, per una serie di opere pubbliche e per la messa in sicurezza dell’incrocio tra via Minzoni e via Belvedere, per un valore complessivo superiore ai cinque milioni di euro. Secondo l’accusa, gli appalti sarebbero stati aggiudicati in modo illecito a società ritenute riconducibili al clan dei casalesi, attraverso una catena di subappalti e cessioni di ramo d’azienda. Particolarmente delicata, nel quadro investigativo, era la contestazione rivolta all’ex sindaco Santomauro, accusato di aver promesso posti di lavoro a giovani donne disoccupate in cambio di prestazioni sessuali. Anche su questo punto, il tribunale ha pronunciato assoluzione piena. All’udienza di lettura della sentenza, i difensori dell’ex sindaco hanno espresso soddisfazione per l’esito del giudizio, riservandosi di valutare le motivazioni della sentenza e di proporre appello limitatamente all’unico capo rimasto in piedi.
A margine del verdetto è intervenuta anche la sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese, che ha sottolineato come la sentenza abbia escluso l’esistenza di infiltrazioni mafiose nella gestione amministrativa del Comune e abbia assolto anche funzionari e tecnici comunali a suo tempo coinvolti nell’indagine. La prima cittadina ha ricordato il lungo commissariamento dell’Ente e il ricorso al Tar presentato contro lo scioglimento, ribadendo la fiducia nel lavoro della magistratura e l’amarezza per la durata della vicenda giudiziaria.
31 gennaio 2026 © riproduzione riservata






