[di Luigi Ciancio*]
Poetar non è certo ragionare,
non c’è schema o bel programma
che renda poetico un foglio di carta.
C’è sol l’ispirazione dell’uomo
nel dipingere il mondo attorno
nel far emergere l’io profondo.
La poesia è arte certa
che di cuore o di testa
esprime quel che il poeta pensa.
Di quartine o di terzine
che con o senza rime
schema fisso non ne esiste
Poetar è raccontare quell’incontro speciale,
che non si può mai dimenticare,
quegli occhi colmi di speranza, quel sorriso
che quando li vedi non puoi più scordare.
Quel paesaggio, che anche una sola volta vedi
e ti resta dentro per sempre.
O quella condizione, che credi solo tua
ma che appartiene a tutti e ci accomuna.
Il poetare è indescrivibile
ma è il lettore che sceglie il suo fine,
è una libera espressione dell’animo
qualcosa che vien dal profondo del cuor.
A volte certo è difficile,
non perché non si possa capire
ma perché la si deve ancora scoprire.
Forse la poesia è anch’essa ragionare,
ma è un ragionar dell’animo,
nel ritrovare sé stessi in un foglietto inchiostrato,
e far rifiorire la propria vita.
* Liceo scientifico Enrico Medi, classe 5a G
18 aprile 2026 – © riproduzione riservata





