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Paestum, il passato remoto dietro l’angolo

di Eliana Ferraioli
26 Luglio 2018
in Articoli

[di Eliana Ferraioli]

Se state progettando le vostre vacanze ma non sapete ancora dove andare, che ne dite di trascorrere una giornata a Paestum? La città, fondata con il nome di Poseidonia, in onore del dio del mare, intorno al 600 a.C., dista soltanto 23 km da Battipaglia ed è facilmente raggiungibile con il treno: occorrono, infatti, circa 10 minuti per raggiungere la stazione di Paestum da quella di Battipaglia; inoltre, uscendo dalla stazione ferroviaria di Paestum e oltrepassando la caratteristica porta Sirena, occorrerà una suggestiva passeggiata di pochi minuti per raggiungere il museo e l’area archeologica della città.
Il sito di Paestum rappresenta uno spettacolo unico al mondo, non solo grazie agli edifici perfettamente conservati al suo interno, frutto delle diverse colonizzazioni che interessarono la città nel corso dei secoli, prima quella greca e poi quella romana, ma anche per il paesaggio storico in cui essi sono inseriti. Tra questi edifici, sicuramente meritano di essere menzionati i tre templi conservati all’interno dell’area archeologica. Il più antico di questi monumentali edifici è il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, detto così in virtù del suo impianto non convenzionale. Il secondo è  il tempio di Atena, la dea dell’artigianato e della guerra. Infine, verso la metà del V secolo a.C., venne realizzato il più grande tempio di Paestum, quello dedicato ad Era Argiva, protettrice degli Argonauti e ricordato oggi come il tempio di Nettuno. Questi tre templi, considerati come le dimore delle divinità a cui erano dedicati, sono realizzati in tufo locale, di solito erano anche ricoperti di stucco bianco e molto spesso impreziositi da colori vivaci, che adesso, a distanza di molti secoli dalla loro realizzazione, non sono più visibili ad occhio nudo.
La bellezza di questi edifici, accessibili a tutti i turisti, grazie ad un percorso facilitato senza barriere architettoniche, può essere contemplata non solo durante il giorno bensì anche al chiaro di luna, con la possibilità di prenotare visite guidate fino a mezzanotte ogni week-end (a partire dal 14 luglio  fino al 26 agosto) e di assistere a spettacoli di musica e danza, all’interno della suggestiva cornice dell’area archeologica.
All’interno del museo, poi, oltre ad essere accolta una preziosa collezione di reperti rinvenuti nelle aree che circoscrivono Paestum, è possibile visitare fino al 7 ottobre una mostra dedicata alla Tomba del Tuffatore. La tomba, rinvenuta all’interno di una piccola necropoli del VI-IV secolo a.C., prende il nome da una delle scene in essa ritratte ovvero: il tuffo simbolico di un uomo nelle profondità del mare, all’interno di un paesaggio desolato, costituito da pochi elementi caratteristici.
Se tutto questo non dovesse bastarvi, pensate anche che l’area archeologica dista soltanto 15 minuti a piedi dalla spiaggia, e che nell’entroterra, dove in passato abitavano popolazioni indigene, si estende una delle riserve più belle dell’Italia, ovvero, il Parco Nazionale del Cilento, con i suoi paesaggi incantati e con la sua natura incontaminata e selvaggia.
Allora…cosa state aspettando a partire per una straordinaria avventura?

27 luglio 2018 – © riproduzione riservata
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