Opere pubbliche, l’anno della verità
[di Carmine Landi]
Transenne, nastri, murature allo stato grezzo: scenario abituale che si para agli occhi dei battipagliesi lungo le vie d’una città lastricata di cantieri pubblici. Nell’ultimo anno in cui l’Italia beneficerà dei fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza varato al tempo del Covid, pure nella capofila della Piana del Sele s’accelera per portare a compimento le opere pubbliche in sospeso. In alcuni casi, le lavorazioni sono a buon punto. In altre circostanze, c’è ancora da fare. Nell’ultima fattispecie, ad esempio, rientrano i lavori per il rifacimento dello stadio Sant’Anna, che non c’entrano con il Pnrr e, a ben vedere, uno dei problemi è proprio questo, perché dal tempo in cui, prim’ancora della pandemia, fu presentato il progetto, poi finanziato con 750 mila euro nell’ambito del bando Sport e periferie, il mondo è cambiato: il Coronavirus, le guerre, il consequenziale aumento del costo delle materie prime. È il motivo per il quale, senz’alcun adeguamento centrale, i soldi preventivati nel 2020 non bastano più. Solo che il finanziamento è vincolato al completamento di tutte le opere previste, e allora negli uffici tecnici municipali, diretti dall’ingegnere capo Carmine Salerno, si lavora di gomma per cancellare alcuni interventi e ultimare ugualmente l’opera: si conta di finire ogni cosa entro la tassativa deadline di settembre 2026, così da poter rendicontare il tutto prima che tramonti l’anno in corso, eliminando previsioni secondarie, quali l’impianto di raffrescamento per gli spogliatoi, gli arredi et similia. È la stessa problematica nella quale s’è arenato il cantiere mai nato del Tempo supplementare, la struttura didattica che da tempo immemore dovrebbe veder la luce nel bene confiscato di via Fosso Pioppo: il finanziamento iniziale non basta più, e allora bisogna togliere qualcosa per indurre almeno una delle riluttanti imprese del consorzio aggiudicatario a prendere in carico i lavori, avviarli e ultimarli.
Per quel che riguarda il Pnrr, invece, l’opera che procede più lentamente è quella della nuova scuola Marconi: lentezze che, in verità, coinvolgono tutti i comuni che hanno preso parte al lotto gestito da Invitalia. Il fatidico giugno s’avvicina, e dalla Prefettura hanno richiesto di comunicare quanti soldi non verranno spesi prima d’allora, così da poter trasferirli su un altro fondo nazionale per la successiva ultimazione: Battipaglia dovrebbe “congelare” il 40% del suo gruzzolo. Per il resto, gli interventi curati dalle otto risorse municipali dedite al Pnrr, coordinate dall’architetto Lucia Blasio, paiono a buon punto. L’ora X è principalmente fissata a giugno 2026. Per l’isola ecologica e i cassonetti smart nei parchi residenziali e nelle scuole, le istallazioni sono all’80%: in principio erano previsti cinque condomini e altrettanti plessi didattici, mentre ora ne sono stati aggiunti altri 18. Sono conclusi gli interventi d’efficientamento energetico del Palazzetto dello sport del rione Schiavo e perfino della Casa comunale. Per le scuole, Marconi a parte, si procede speditamente: al di là dell’asilo nido di via dei Tuscianensi, nel rione Sant’Anna, il più “lento” dei cantieri della tranche, le lavorazioni sono state ultimate all’Ipi Stella, già inaugurato, e all’Aversana, mentre s’attestano al 70% quelle riguardanti la mensa scolastica della Sandro Penna, a Taverna, e dell’attiguo polo dell’infanzia, che dovrebbero chiudersi entro giugno.
La stessa deadline dovrebbe essere rispettata per il mercato coperto attiguo al Sant’Anna: lo stato d’avanzamento è all’80%, e in più è stato stanziato pure un milione di euro per l’ampliamento dei parcheggi, la posa del nuovo asfalto e il rifacimento delle vicine via Aspromonte e Volturno. Poi c’è il lotto che ingloba l’ex sottostazione ferroviaria di via Colombo e la piazza-parcheggio al posto dell’ex scuola Fiorentino: nel primo caso, ci si ritrova in linea con i tempi, mentre nel secondo mancano l’installazione dei giochi (che avverrà in questi giorni) e la piantumazione degli alberi per ombreggiare le vetture in sosta, che andranno di pari passo con le condizioni meteorologiche. Si doveva ultimare a marzo ma, presumibilmente, s’arriverà a giugno.
Quasi finiti pure gli interventi di restyling delle aree comunali della litoranea; vista la scarsa sicurezza della zona, s’indugia a installare attrezzature e infissi prima che l’esecutivo decida le modalità di vigilanza. Presumibilmente, la custodia sarà affidata agli assegnatari dei chioschi realizzati.
Poi c’è la voce dei beni confiscati, notoriamente espunta dal Pnrr: il rifugio antiviolenza di via Emilia dovrebbe essere pronto entro fine mese, mentre in via Moncharmont bisogna installare l’ascensore esterno e, con ogni probabilità, s’arriverà a giugno. Nella tanto attesa biblioteca comunale c’è una perdita d’acqua dai locali vicini: in questi giorni s’interverrà sul tubo per poi installare gli arredi e definire la gestione. Serve un po’ di più per il Polo della carità: con il beneplacito del commissario dell’Agenzia nazionale, la milestone di giugno sarà prorogata fino a fine 2026. Sullo sfondo, c’è il PN Metroplus (8 milioni di opere pubbliche che rispondano al fabbisogno delle fasce disagiate della popolazione): si lavora al progetto esecutivo, in questi giorni, per poi dare il là alla gara d’appalto. Per il Prius (13 milioni di euro, è la prosecuzione della programmazione per le città medie), si punterà solo sull’ex scuola De Amicis: i tecnici comunali si stanno dedicando al documento d’orientamento strategico. A latere, 2,1 milioni di euro saranno spesi per la riqualificazione della vicina piazza Amendola. Nel frattempo, sono arrivati 3 milioni per la realizzazione d’una nuova arteria tra via Bosco I e via Bosco II (dovrebbe risolvere l’atavico problema degli allagamenti in zona industriale) e si confida d’ottenere un milione d’euro per il nuovo manto erboso dello stadio Pastena.
Nelle foto: la nuova piazza (ex scuola Fiorentino), il mercato coperto (via Volturno)
11 marzo 2026 – © riproduzione riservata







