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Nuovo ospedale: la Regione sceglie Battipaglia

di Carmine Landi
15 Dicembre 2023
in Articoli

[di Carmine Landi]

Uno: la prima parte del gruzzolo necessario alla costruzione del nuovo maxi-ospedale è già in cassa. Due: i suoli scelti (in Battipaglia) sono saldamente nelle mani della Regione, che ha programmato e approvato l’opera. Tre: il “sovrano” ministero della Salute, deputato a versare la più cospicua porzione di danaro, ha subito accordato il parere favorevole all’opera. Quattro: l’Asl di Salerno ha – da tempo – le prime bozze di rendering e – da qualche settimana – un documento d’indirizzo, oggetto d’una gara tempestivamente indetta (e già in corso) volta ad affidare non solo gli ultimi stadi della progettazione (definitivo ed esecutivo) ma perfino il coordinamento della sicurezza a cantiere aperto. Cinque: perfino al Comune di Battipaglia hanno premuto forte il piede sull’acceleratore, assicurando che la rimozione totale del vincolo che ad oggi imbriglia l’area (a rischio idrogeologico medio ed elevato, per via della vicinanza al fiume Tusciano) sarà un vago ricordo fin da maggio prossimo, bruciando così la tabella di marcia d’almeno quattro anni. 

Sono almeno cinque i buoni motivi per credere alla realizzazione del “Santa Maria della Speranza 2.0”, il faraonico ospedale da 304 posti letto (più del doppio di quelli attuali) e oltre 120 milioni di euro: in cassa ci sono i primi 24 milioni, fondi Pnrr, destinati alla costruzione della prima – e d’una parte della seconda – delle tre ali, quelle che ospiteranno i reparti, che cingeranno un edificio centrale circolare, quartier generale della direzione e degli uffici. I rimanenti 97 milioni (92,1 sul groppone dello Stato centrale; 4,8 a carico della Regione) sono una parte del danaro della quarta fase dell’eterno Accordo di programma per gli interventi in materia d’edilizia sanitaria, sottoscritto decadi fa dai vertici di Palazzo Santa Lucia e dal Ministero: ad esserci ci sono, ma la decisione sulle modalità di spesa vanno definite di comune intesa tra Napoli (“colà dove si vuole” il futuro Santa Maria della Speranza) e Roma, che ha già dato il placet. “S’ha da fare”, insomma.

Attenendosi al cronoprogramma, ci vorranno cinque anni e mezzo perché sui 44 mila metri quadri di suoli regionali all’angolo tra via Fiorignano e via Adriatico sorgano le palazzine (ne occuperanno 8 mila) d’un maxi-presidio da 3.963 euro per posto letto. Di fatti sarà l’ospedale unico della Piana del Sele, perché – parola dei funzionari regionali – il “Maria Santissima Addolorata” di Eboli diverrà un polo per la sanità territoriale. Senza reparti né posti letto: una sorta di distretto, un ospedale di comunità, un presidio d’emergenza. Pure se il primo cittadino di Eboli Mario Conte assicura battaglia: «È bene – dice – che tutti sappiano di chi è e, eventualmente, sarà la responsabilità d’un depotenziamento del “Maria Santissima Addolorata”. In primis del presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, poi di tutti i suoi assessori, quindi di tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Di quelli di minoranza, se non s’opporranno, e del Governo, se finanzierà». Ha promosso una petizione tra i comuni del comprensorio di Eboli, «non contro il potenziamento dell’ospedale di Battipaglia, avverso il quale non abbiamo nulla, bensì contro la decisione di ridurre il “Maria Santissima Addolorata” ad un presidio territoriale senza posti letto». E saranno presentati dei motivi aggiunti al già pendente ricorso al Tar.

Dal canto suo la sindaca Cecilia Francese giura di non essere stata parte promotrice, ma comprensibilmente sorride: «Mi sono sempre battuta – dice – per l’ospedale unico. Se la Regione ha deciso di farlo a Battipaglia, ovviamente, non può che farmi piacere, ma non sono stata io». Parla d’un «riconoscimento regionale al nostro ospedale», assicura su un «alacre lavoro comunale volto alla riperimetrazione dell’area dopo l’ampliamento dell’alveo del fiume Tusciano» e fissa il cruciale obiettivo futuro: «Incrementare il personale medico, paramedico ed infermieristico». Perché, prim’ancora che di mattoni, un ospedale è fatto di uomini. 

Nella foto: il sito dove sorgerà il nuovo ospedale

16 dicembre 2023 – © riproduzione riservata

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