Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Articoli

Non aprite quella sporta

di Ernesto Giacomino
15 Giugno 2017
in Articoli

[di Ernesto Giacomino]

Circa quattro euro l’ora, per una media di tredici ore al giorno. Il travaglio inumano di riempire, sollevare, trasportare a oltranza cassettini traboccanti da trenta chili l’uno. La sorveglianza di “motivatori” inferociti che urlano e bestemmiano tra i macchinari per impedire pause, chiacchiere, minzioni fuori orario.
Sono le nuove galee, le antiche navi condotte dai rematori schiavi. I nuovi campi di cotone dell’America secessionista. I famosi “frigoriferi”, insomma: capannoni assemblati alla bell’e meglio per il confezionamento di frutta e ortaggi, disseminati in numero oscillante (nel senso che passano fulmineamente da abbandonati a operativi, e viceversa) nell’ampio braccio di campagna semicostiera che va da Pontecagnano a Capaccio. Roba di “esserrelle” semianonime gestite da prestanomi, gente di altrove, caporali che pattugliano le provinciali imbottendo i furgoni di chiunque sia in bilico tra sopravvivenza e cappio al collo. Nemmeno mille euro al mese tirandola al massimo dei massimi, poche ore di sonno e un paio di panini infilati tra un turno e l’altro.
Manca la frusta, ma degnamente suppliscono le minacce e le mortificazioni plateali. O, non di rado, le visite “a sorpresa” dei principali.
Arrivano col tramestio dei suv sul selciato, freschi di barbiere, l’occhio fisso sull’orologio costoso a dire che non hanno tempo da perdere. Girano diffidenti tra gli operai, lo sguardo rabbioso su una susina scartata male o un melone buttato di troppo. E s’infuriano con quelli – parecchi – che non capiscono perfettamente cosa dicono. Perché il grosso della manodopera, manco a dirlo, qui è rappresentato da immigrati. Marcantoni subsahariani, magrebini filiformi, donnone dell’est sottratte alla carriera di lanciatrici del peso.
No: non rubano il lavoro a nessuno, né fanno quello che “gli italiani non vogliono più fare”. Semplicemente, “durano di più”: per l’atavica abitudine a certi stenti, per una propensione strutturale alla fatica, per le minori esigenze economiche. Perché dormire tra i topi, in rustici pericolanti, e mantenere le famiglie a distanza, mandando vaglia in paesi in cui anche un solo euro è più della paga giornaliera di un operaio, abbassa di parecchio la soglia di sussistenza e le pretese di un salario dignitoso.
Questo mentre nell’altro mondo, quello perfetto, esistono flotte di ispettori del lavoro sguinzagliati per strada a controllare l’autenticità del marchio Cee sulle scarpe dei tassisti, o il rispetto dei decibel assorbiti dalle cuffie dei giardinieri.
E dire che una volta, a Battipaglia, l’agricoltura era in mano ai signori. Famiglie oneste e generose il cui prestigio riecheggiava in un’Italia intera. Imprenditori che in piena ricostruzione sono stati in prima linea nel ridare lustro e benessere a questa città; a cui abbiamo dedicato piazze, strade, biografie nella letteratura internazionale. Perché esssere alle loro dipendenze era un vanto, oltre che la garanzia di una buona paga e di un’aspettativa di vita assolutamente decorosa.
Oggi, assenti loro, ci siamo persi anche in questo. Non paghi d’esserci disossati d’ingordigia e incompetenza, vilipendiamo la nostra stessa carogna. Dandola, senza scrupoli, in pasto agli sciacalli.

16 giugno 2017 – © Riproduzione riservata
Condividi30Tweetta19

CONSIGLIATI PER TE

Primo Consiglio, la maggioranza tira dritto

Cappelli salva la maggioranza

di Stefania Battista
30 Aprile 2026

La maggioranza consiliare la spunta sul Piao (Piano integrato di attività organizzazione), al cui interno sono previste le nuove assunzioni attraverso le graduatorie Asmel, per un solo voto....

La Battipagliese riparte

Playoff, ormai ci siamo!

di NeroSuBianco
17 Aprile 2026

Che sia stato un anno complicato per la Battipagliese lo abbiamo detto e scritto in più di una circostanza, coprendo pagine con inchiostro indelebile in cui abbiamo narrato...

Caduta dal pero

Caduta dal pero

di Simona Otranto
17 Aprile 2026

Siamo nel quartiere Taverna, all’interno del cortile dell’istituto superiore Enzo Ferrari. Entrando dal cancello principale, sulla destra, si incontra un vecchio albero di pero. Devo essere sincera, non...

RICEVI NERO SU BIANCO VIA E-MAIL

SFOGLIA IL NUMERO CHE PREFERISCI

LE FIRME DI NERO SU BIANCO

DIARIO CIVICO – di SFIDE EDITORE

  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Privacy Policy

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
  • ARCHIVIO

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650