
Battipaglia mette il righello sulla propria spiaggia. Dopo anni di concessioni, abusi, demolizioni e accessi incerti, il Comune ha adottato il Pad, il Piano aree demaniali che ridisegna 3.870 metri di litorale e stabilisce dove finirà la spiaggia libera e dove cominceranno le aree affidabili ai privati. La Giunta guidata dalla sindaca Cecilia Francese, nelle scorse settimane, ha approvato all’unanimità la delibera di adozione. Lo schema, redatto da Mate Engineering, la stessa società che s’occupava del Puc revocato, divide il fronte mare in sei ambiti destinati alle concessioni e cinque spiagge libere. Ai concessionari vanno 2.690 metri, pari al 69,50 per cento; alla libera fruizione 1.180 metri, il 30,50 per cento. Sui 160.664 metri quadrati complessivi di arenile, 112.269 ricadono nelle aree in concessione e 48.395 restano liberi: il 69,90 e il 30,10 per cento. La soglia regionale del 30 per cento viene superata di pochi decimali.
L’Amministrazione sottolinea però che i tratti liberi sono stati scelti perché raggiungibili da accessi pubblici. Nell’area riqualificata a cavallo dell’ex Pit-Bat sorgerà una spiaggia libera attrezzata: ingresso gratuito, pulizia, sorveglianza, salvamento e servizi igienici garantiti; ombrelloni e lettini potranno essere forniti a pagamento soltanto su richiesta. Le norme entrano fin dentro la geometria degli stabilimenti. La battigia dovrà restare sgombra per cinque metri, riducibili eccezionalmente a tre; altri cinque metri liberi separeranno il mare dalla prima fila di attrezzature. I varchi dovranno comparire, compatibilmente con i luoghi, almeno ogni duecento metri. Sulle spiagge libere con fronte superiore a 120 metri saranno obbligatori i servizi igienici. Ogni stabilimento dovrà offrire almeno un bagno pubblico e gratuito. Le nuove strutture saranno mobili o facilmente rimovibili, con fondazioni prefabbricate e recuperabili.
Almeno il 5% di ogni concessione dovrà diventare verde. Il corpo centrale potrà raggiungere quattro metri; cabine, spogliatoi e blocchi di servizio due metri e mezzo. Cucine da almeno dodici metri quadrati, una doccia ogni cinquanta punti ombra e servizi igienici parametrati a trenta punti ombra. Bar e ristoranti potranno ottenere aumenti dei rapporti di copertura e ombreggiatura del dieci e del trenta per cento. Il Piano consente aree per animali fino a trenta metri di fronte mare, sport nautici, pontili mobili, piattaforme e ormeggi stagionali. I corridoi di lancio dovranno misurare venti metri per cento; gli specchi d’acqua saranno presidiati dalle 8,30 alle 19,30 e potranno accogliere natanti lunghi al massimo sette metri. Verso Pontecagnano è previsto un polo per gli sport marini.
Gli stabilimenti saranno classificati ogni anno da una a quattro stelle marine; illeciti e abusi potranno causarne il declassamento. Dal 2018, ricorda l’atto, sono stati demoliti oltre cinquanta edifici residenziali abusivi tra la provinciale e il demanio. Il progetto da due milioni di euro finanziato dal Pnrr sull’ex Pit-Bat ha raggiunto il 95 per cento della spesa. Prima dell’adozione si sono svolti tre incontri pubblici; ora partirà la nuova consultazione con categorie, ambientalisti, professionisti, terzo settore e cittadini. Poi il voto del Consiglio comunale e la verifica regionale.
13 giugno 2026 – © riproduzione riservata




