La storia infinita

[di Francesco Bonito]

Si scrive Piano urbanistico comunale, si legge La storia infinita. Non so i lettori, ma vi assicuro che noi di Nero su Bianco siamo stufi di parlarne, di trattare quella che da anni è una quasi-notizia. In copertina ci sono i ritagli di alcune prime pagine uscite negli ultimi tre lustri, tutte dedicate al famigerato Piano. La cronaca è diventata storia, la storia leggenda. Sono quasi vent’anni che, a intervalli regolari, si affidano incarichi retribuiti per redigere il Puc; poi, cambia il sindaco, si cancella e si riscrive tutto. Nuovi esperti al lavoro, nuovi studi di fattibilità, commissioni, documenti di indirizzo, linee guida, conferenze stampa. Risultato? Il Piano urbanistico comunale di Battipaglia ha avuto più riscritture di un antico palinsesto, più stesure de
I promessi sposi. Non ce la facciamo più a sentire da anni: è quasi pronto; è da ultimare; è nel cassetto; è da firmare; è da vidimare; è da protocollare; è da fotocopiare; è nella stanza accanto; è sulla scrivania dell’assessore; è uscito ma torna subito!

Ora pare, si dice, si mormora che… nell’ultima versione, quella definitiva, ci siano dei “refusi”. Manca qualche paginetta, facendo le fotocopie è saltata qualche cartina, non si trovano una settantina di ettari di territorio battipagliese. “Capita” rispondono, “si può rimediare” rassicurano. E allora rimediate, presto e bene, per favore. Rendete efficace e cogente la norma, applicatela. Basta con la puerile disputa tra fazioni a colpi di insinuazioni, condita da attacchi personali, dispetti e sfottò. Recuperiamo serietà, rigore e, se possibile, proviamo a essere meno superficiali e più “precisini”. 

Da pochi giorni un altro professionista è chiamato a occuparsi del Puc battipagliese: il noto architetto Nicola Vitolo. Gli abbiamo rivolto poche domande, quelle che farebbero i nostri lettori. Le risposte appaiono chiare, tanto da essere comprensibili a tutti. Auguro a Vitolo, che ha un incarico non retribuito, di essere l’ultimo dei consulenti; che le sue siano le osservazioni definitive, il suo parere quello conclusivo. Di più: spero irrompa sulla scena come il deus ex machina nelle tragedie greche, risolvendo con un’imprevedibile svolta una vicenda intricata e apparentemente irrisolvibile. Noi cittadini aspettiamo il finale di questa storia infinita; solo allora capiremo se abbiamo assistito a una tragedia o a una commedia. 

A sipario chiuso, per favore, fateci sapere quanto è costato il biglietto.

Ai lettori e ai tanti che vogliono bene a Nero su Bianco, l’augurio di trascorrere felicemente le feste, di godere di ottima salute e di ricevere buone notizie. Per il 2023 e per gli anni a venire.

16 dicembre 2022 – © riproduzione riservata

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