La sindrome di Samo

La sindrome di Samo è una malattia particolare che porta le persone che ne sono affette ad uccidersi lentamente intrattenendo relazioni amorose e sessuali non protette con individui malati di aids, sifilide, epatite ed altre patologie contagiose e sessualmente trasmissibili. La Sindrome di Samo prende il proprio nome dall’isola di Samo, dove, negli anni in cui la lebbra era molto diffusa, si trovava un noto lebbrosario.
All’interno dell’isola, differentemente che in altri luoghi, non vi era il divieto per le persone sane di intrattenere rapporti affettivi e di contrarre anche matrimonio con i malati di lebbra. Il fatto divenne particolarmente noto quando una ragazza bella e in salute convolò a nozze con un lebbroso, senza fare niente per evitare di essere contagiata. Anzi, sembra che proprio la presenza della lebbra nel suo compagno costituisse per lei la fondamentale fonte d’attrazione sia fisica che mentale verso quell’uomo.
La sindrome di Samo è un comportamento sessuale non conforme che rivela l’esistenza di un grave e profondo disagio di base, risalente generalmente all’infanzia e, nello specifico, al rapporto con la madre, spesso una donna con una personalità schiacciante e poco affettuosa. Per il bisogno di essere riconosciute dagli altri e per ricevere da loro l’amore che è mancato durante l’infanzia lasciando vuoti incolmabili, queste donne (e a volte anche uomini) sono portate a donarsi senza misura agli altri, a costo della propria vita, che esse offrono praticamente in cambio. In questi rapporti tra persone sofferenti della sindrome di Samo e i loro partner malati di aids o altre malattie sessualmente trasmissibili, si avvia una dinamica di coppia particolarmente drammatica al cui interno chi si lascia volontariamente contagiare, mette in atto e soddisfa le proprie tendenze autolesionistiche e suicide mascherate socialmente da eroismo mentre il malato di patologie infettive, sentendosi libero di trasmettere la propria infezione alla partner, sviluppa un patologico senso di onnipotenza, non solo verso l’altro ma anche verso la sua stessa malattia. D’altra parte, chi soffre della sindrome di Samo può sentire che la malattia infettiva con cui il partner l’ha contagiata crea un fortissimo ed indissolubile legame tra loro due, percezione che porta a sminuire l’importanza della malattia stessa, considerata così non più come qualcosa da prevenire ma come rappresentazione concretizzata ed anche socialmente rappresentabile di tale legame speciale.
Questa condizione psicopatologica assume anche risonanze a livello sociale perché purtroppo essa contribuisce alla diffusione di malattie sessualmente trasmissibili che, invece, dovrebbero essere prevenute. La sindrome di Samo ha le sue prime manifestazioni in adolescenza, periodo in cui deve essere immediatamente curata. Ugualmente deve essere immediatamente curata se dovesse comparire successivamente.
I conflitti gravi che essa sottende non potranno infatti essere sublimati sacrificando la propria vita e lasciandosi contagiare, ma affrontandoli con un adeguato percorso medico e psicologico. Un percorso che consenta al soggetto di comprendere l’importanza di salvaguardare la propria vita e quella degli altri.

20 maggio 2016 – © Riproduzione riservata
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