La Rosa Canina e la sua preziosa vitamina C

La Rosa Canina (Rosa Canina L.), conosciuta anche come rosa selvatica o rosa di macchia, è un arbusto cespuglioso a foglia caduca alto fino a tre metri diffuso in tutto il territorio Italiano. Cresce spontaneamente ed è facile incontrarla durante una passeggiata in montagna o vicino al mare, nelle macchie, nelle radure, nei boschi radi, lungo le siepi e nei luoghi incolti. I fiori, delicati, sono caratteristici: presentano cinque petali obovati di colore variabile dal bianco al rosa intenso e possono essere ammirati da maggio a luglio.
Il “frutto”, che ne costituisce la droga, matura proprio in questo periodo, tra ottobre e novembre. In effetti la bacca è un falso frutto ed è caratterizzato da un colore rosso, da una consistenza carnosa e da un sapore aspro. I frutti veri e propri si trovano all’interno e sono gli acheni, dalla superficie pelosa, che contengono ognuno un seme. Tutta la struttura nel suo complesso è detta cinorrodo.
Il nome Rosa “canina” pare sia dovuto all’uso che in antichità veniva fatto del decotto delle radici. Tale preparato era infatti utilizzato come rimedio contro la rabbia procurata dai morsi dei cani.

USI E PROPRIETÀ
La parte erboristicamente più interessante di questa pianta, come accennato, sono i falsi frutti, utilizzati per
l’alto contenuto di vitamina C. La Rosa Canina, insieme all’Acerola, è, infatti, la  principale fonte di estrazione di vitamina C naturale. Ricordiamo che oggi la maggior parte di quella che si trova sul mercato (come acido L-ascorbico)  viene sintetizzata in laboratorio a partire dal D-glucosio attraverso metodiche industriali. 
Dal punto di vista prettamente chimico e funzionale non esiste alcuna differenza tra la vitamina C naturale e quella ottenuta per via sintetica (così ci dice la chimica!). In altre parole qualunque sia la fonte o il metodo di sintesi o di estrazione utilizzato l’acido L-ascorbico mantiene invariata la propria attività biologica. La differenza sostanziale tra la Rosa Canina e l’acido L-ascorbico isolato, purificato e titolato, sta nel fitocomplesso ossia nelle sostanze associate alla vitamina C  presente nella pianta (come gli antiossidanti, i flavonoidi ad esempio). Nella Rosa Canina troviamo in altre parole delle sostanze associate alla vitamina C che ne modulano l’attività biologica e la biodisponibilità rendendola di fatto superiore a quella sintetica.
Gli altri principi attivi presenti sono tannini, pectine, carotenoidi, acidi organici, polifenoli. Ha pertanto proprietà vitaminizzanti, astringenti, antinfiammatorie, diuretiche.
I petali hanno caratteristiche analoghe a quelle delle altre rose, mentre le foglie vengono utilizzate per tisane leggermente astringenti nei soggetti che soffrono di disturbi intestinali. 

USO COSMETICO
Con i frutti freschi è possibile preparare una maschera di bellezza dalle proprietà illuminanti, schiarenti, tonificanti e leviganti. Dopo aver raccolto i falsi frutti è necessario lavarli, tagliarli ed eliminare la parte pelosa che ricopre gli acheni. Frullare il tutto e lasciare in posa il composto sul viso per 15-20 minuti. Sciacquare con acqua.

TISANA PER L’INVERNO
– Rosa Canina 40g
– Karkadè 30g
– Echinacea 20g
– Zenzero o Cannella 10g
Preparazione: versare 1 cucchiaio da tè della miscela in una tazza d’acqua fredda. Far bollire l’acqua con la miscela a fuoco lento, con il coperchio, per 7-8 minuti. Spegnere, lasciare riposare 10 minuti, filtrare e bere. Dolcificare con miele.

Simona Otranto, erborista

6 novembre 2020 – © Riproduzione riservata

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