La personalità passivo-aggressiva
[di Daniela Landi – psicologa]
Nelle relazioni affettive, amicali e professionali può capitare di incontrare persone che comunicano in modo indiretto, attraverso messaggi verbali e comportamenti ambigui, sabotanti o emotivamente contraddittori. Questa modalità, definita passivo-aggressiva, rappresenta una forma di ostilità. La persona passivo-aggressiva non esprime apertamente ciò che prova, ma lo manifesta tramite silenzi prolungati, freddezza, ironia o sarcasmo, atteggiamenti vittimistici, opposizione, finte dimenticanze o disattenzioni strategiche.
Riconoscere una personalità passivo-aggressiva non è semplice: spesso queste persone appaiono carismatiche, seducenti e affabili. Un esempio può aiutare a comprendere la dinamica. Conversazione tra Tizio (T) e una persona passivo-aggressiva (PA).
T: Ciao! Come stai?
PA: Mah… lasciamo stare. E tu? Ti vedo abbronzata!
T: Sì, sono stata in vacanza al mare.
PA (con tono sarcastico e accusatorio): Eh, tu che puoi! Tu che hai un lavoro (famiglia, partner, denaro) puoi permettertelo!
T (giustificandosi): Ma è stato solo per qualche giorno.
In queste situazioni, la comunicazione diventa un campo minato in cui anche una banale conversazione nasconde conflitti da cui difendersi. Stare accanto a persone così può generare confusione e senso di colpa, dovuti al clima di incertezza e tensione provocato da messaggi emotivi poco trasparenti. Nel tempo, la fatica emotiva di chi subisce questo tipo di confronto può portare a insicurezza e calo dell’autostima.
La personalità passivo-aggressiva può nascondere problematiche complesse come depressione e disturbi d’ansia, anche in conseguenza di traumi infantili; frustrazioni accumulate per fallimenti, aspettative irrealistiche e senso di inferiorità. Questi vissuti si manifestano tramite comportamenti sabotanti, vittimistici o rabbiosi, che potrebbero nascondere anche sentimenti di invidia espressi con critiche velate, accuse, svalutazioni o indifferenza. La persona passivo-aggressiva può sentire un conflitto interno difficile da affrontare e, anziché riconoscere i propri sentimenti esponendosi a un giudizio, li trasforma in atteggiamenti che mettono in discussione l’altro, quasi per ristabilire un equilibrio personale messo a rischio dal confronto.
Il comportamento passivo-aggressivo può sembrare conveniente nel breve periodo, in quanto contribuisce a conferire un senso di potere o di vendetta sugli altri. Tuttavia, a lungo termine, questo comportamento deteriora le relazioni, creando confusione, sentimenti inespressi e comunicazioni disfunzionali.
Per difendersi è importante non cadere nella trappola della provocazione velata rispondendo con aggressività, così da alimentere la dinamica. Può essere utile confrontarsi sui comportamenti ambigui per portare la comunicazione su un piano chiaro, stabilire dei confini e non assumersi la responsabilità delle emozioni non espresse dall’altra persona. In relazioni affettive importanti, un percorso psicoterapeutico, individuale o di coppia, può favorire la comprensione della dinamica, l’espressione tranquilla di sé e la costruzione di una comunicazione e una relazione stabile e serena.
6 dicembre 2025 – © riproduzione riservata





