La paura della scuola

[di Anna Lambiase, psicologa e tutor Dsa]

Durante il proprio percorso scolastico, un bambino o un ragazzo può incontrare difficoltà dovute a diversi fattori. L’ingresso nella scuola d’infanzia, passare da un ordine di scuola ad un altro, cambiare scuola a causa di un trasferimento di residenza o incontrare difficoltà nello svolgimento dei compiti sono alcune delle situazioni che possono contribuire a mettere in crisi il rapporto dell’allievo con la scuola. La maggior parte degli allievi manifesta disagi momentanei, di cui la paura e l’ansia possono essere gli elementi più evidenti, ma con il tempo imparano ad affrontare la situazione e superare l’empasse. Per loro, quell’esperienza, apparentemente negativa, si trasforma con il tempo in un passaggio significativo della propria crescita. Inoltre, il superamento di quella fase di difficoltà va ad accrescere la fiducia in se stessi e l’autostima. 
Ma una piccola percentuale di essi rimane imbrigliata nella negatività dell’esperienza scolastica, fino a sviluppare una vera e propria fobia. Dobbiamo fare una prima distinzione tra paura, ansia e fobia. Con il primo termine, paura, facciamo riferimento a un intenso stato emotivo causato dalla percezione di un pericolo, sia esso reale o immaginario. 
Quando parliamo di ansia individuiamo uno stato emotivo di tensione, che però non è dovuto a una situazione specifica e non ha alcuna motivazione evidente. Infatti l’ansia si presenta come un’emozione che “fluttua” all’interno della mente e del corpo di una persona senza che essa sia consapevole delle sue ragioni. 
Infine, con il termine fobia ci riferiamo alla messa in atto da parte dell’individuo di una serie di meccanismi creati allo scopo di evitare la situazione che lo mette in crisi. 
Paure, ansie e fobie scolastiche possono avere radici diverse. L’allievo che ha seri problemi emotivi nei confronti della scuola non va confuso con quello svogliato. L’allievo con ansia scolastica soffre veramente: una banalità come svolgere un compito in classe o alzare la mano può rappresentare uno scoglio insuperabile. Fattori che possono produrre l’ansia scolastica o la fobia verso la scuola possono essere: bullismo, l’inizio di un ciclo scolastico, cambiare residenza e istituto, assenza prolungata e malattie, assistere ad un evento tragico, l’arrivo di un fratellino, litigi o separazione tra genitori, critiche ripetute dagli insegnanti, forti richieste dei genitori e della scuola. 
Una volta appurata la presenza di un malessere di un allievo o di nostro figlio, è bene affrontare il problema attraverso queste modalità: l’ascolto attivo, il supporto emotivo e affettivo, la condivisione con lui e con la scuola delle azioni da mettere in atto e chiedere un aiuto specializzato. Ognuna di queste fasi deve concretizzarsi tenendo conto della situazione ambientale e delle caratteristiche del bambino o ragazzo, in primis della sua età.

22 febbraio 2020 – © Riproduzione riservata

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